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Finché c'è carta e inchiostri c'è speranza. Dalle leggi razziali al dopoguerra: memorie di uno scrittore ebreo - Guido Lopez - copertina
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Descrizione


Un diario dove risuona lo stile inconfondibile, rigoroso, ironico, a tratti tagliente e sempre originale di un testimone straordinario della nostra storia. Con inserto fotografico

«A metà notte mi sveglia il campanello della prigione. Passi decisi di scarponi. Sono loro... Dio, Dio, che ho fatto per meritarmi questo...».

«Finché c'è carta e inchiostri c'è speranza, si fa quel che si può»: era il 1942 quando Guido Lopez, giovane ebreo rocambolescamente assunto alla casa editrice Sonzogno come impiegato annotava sul suo diario questa frase che sarebbe diventata la filosofia di una vita tutta dedicata alla cultura e al giornalismo. Dalle pagine dei suoi diari un racconto a tutto tondo della vita di un ebreo nell'Italia fascista, dalle persecuzioni razziali all'espatrio in Svizzera per sfuggire alla deportazione e poi il rientro in un Paese distrutto ma affamato di cultura. Lopez ci consegna uno spaccato inedito del mondo culturale ed editoriale del dopoguerra, ricco di aneddoti e ritratti di protagonisti della scena letteraria del Novecento, da Mann a Vittorini, da Hemingway a Bettiza, da Primo Levi a Dino Buzzati. E poi gli anni Sessanta, il mondo frizzante della pubblicità e delle P.R., dove Lopez passato alla JWT, agenzia pubblicitaria internazionale, immette il sale del suo brodo culturale nel gran minestrone della comunicazione.
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Dettagli

2019
11 gennaio 2019
556 p., ill. , Brossura
9788842559207

Conosci l'autore

Guido Lopez

1924

Giornalista scrittore e storico esponente di spicco della società civile milanese e della comunità ebraica. Nel dopoguerra è stato capo ufficio stampa alla Mondadori. Ha scritto per «Epoca», «la Repubblica», «Il Giorno», «Il Millimetro» e «Diario». Autore di noti libri su Milano e la sua storia, fra cui Milano in mano per Mursia, Ambrogino d’Oro della città, per molti anni fu presidente dell’Università Popolare di Milano. L’archivio personale da cui sono stati estratti i testi del libro Finché c'è carta e inchiostri c'è speranza (Marsia 2019) è dichiarato d’interesse storico. 

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