La foto in copertina ritrae i dieci figli maschi della famiglia Galvin: Donald, James, John, Brian, Michael, Richard, Joseph, Mark, Mattew, Peter. Mancano le due femmine che al momento dello scatto non erano ancora nate: Margaret e Mary Christine Donald e Mimi, dodici figli in vent’anni, la classica famiglia americana: il padre arruolato nell’Air Force, la madre casalinga con spiccate doti artistiche, i ragazzi belli e sportivi. Dietro la facciata perfetta, la realtà è atroce si : a sei dei dieci maschi verrà diagnosticata la schizofrenia. La vita della famiglia sarà segnata in modo indelebile dalla malattia. Da una parte gli infiniti tentativi dei genitori di negare l’evidenza, di tenere nascosta la situazione, di proteggere i figli malati a discapito degli altri. Dall’altra, i Galvin sono stati di vitale importanza per approfondire gli studi sulla schizofrenia, abbinati alla genetica e alla psicologia. Erano anni in cui la malattia mentale si curava con l’elettroshock, la lobotomia, gli psicofarmaci che annientavano la personalità e la psicologia rincorreva correnti di pensiero fantasiose e inverosimili. Donald e Mimi, impartirono ai figli un’educazione molto severa, fredda, ai limiti della anaffettività. Complice anche l’età ravvicinata e il numero dei figli, di fatto i ragazzi sono cresciuti in autogestione. I genitori non hanno saputo riconoscere la patologia che si nascondeva dietro i frequenti episodi di violenza, bollando come “normali” i comportamenti folli e distruttivi dei ragazzi. Comportamenti che sono sfociati anche in abusi sessuali, che hanno minato la capacità di costruire relazioni sentimentali sane. Uno dei figli, Brian, compirà un omicidio-suicidio uccidendo la ragazza che lo voleva lasciare. Non si può esprimere alcun giudizio, si può solo cercare di comprendere la sofferenza di chi vive una malattia mentale, si può solo esprimere solidarietà alla resilienza dei familiari, spesso lasciati soli a combattere una guerra impari
Hidden Valley Road. Nella mente di una famiglia americana
Erano una famiglia perfetta, sono precipitati all'inferno. Stati Uniti, metà del secolo scorso. La famiglia Galvin è la personificazione del sogno americano: Don e Mimi mettono al mondo dodici figli – dieci maschi e due femmine – sani e intelligenti, campioni negli sport e nella musica. Ma le cose, con l'adolescenza, cominciano a non andare come dovrebbero. Uno dopo l'altro, sei dei ragazzi iniziano a mostrare comportamenti strani e aggressivi, in una spirale di allarme, violenze e angoscia che si conclude con una diagnosi di schizofrenia. In un'epoca in cui psicanalisti, genetisti e biologi si scontrano per affermare le proprie teorie sull'origine della malattia mentale, i Galvin si trovano protagonisti di una ricerca che a tutt'oggi non ha dato risposte precise, tra manicomi, misure contenitive, psicofarmaci ed elettroshock. Attraverso la loro vicenda, realmente accaduta, Robert Kolker offre un pungente, incredibile viaggio nella realtà della malattia mentale, e uno spaccato dei progressi scientifici che hanno tentato di far luce su uno dei mali più oscuri e universali dell'essere umano.
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Autore:
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Edizione:3
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Anno edizione:2024
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Stefania 26 maggio 2026La storia vera di una famiglia segnata dalla schizofrenia
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Luciab 24 maggio 2026Interessante
L' ho scelto nel catalogo per il regalo di compleanno, che ogni anno Feltrinelli mi concede. Mai scelta fu più giusta. 12 figli, un padre pressoché assente e una madre infelice e severa nell' accudimento di una famiglia che ha richiesto una miriade di scelte, dettate più dal nascondere la verità, fin quando è stato possibile, che dall' affrontare realmente la malattia. In quegli anni si sapeva molto poco della schizofrenia, se l' origine fosse familiare o culturale, cosa la provocasse e di cosa realmente si trattava. I Galvin da questo punto di vista hanno dato un enorme contributo. 6 si sono ammalati, uno si è suicidato, altri due sono morti anche a causa degli effetti collaterali dei farmaci; Peter per un certo periodo si è sottoposto a due elettroshock alla settimana. La storia viaggia in parallelo agli studi che nel mentre si sono sviluppati, la maggior parte basati sulla somministrazione di farmaci. Solo negli ultimi anni si è stabilito che un supporto psicologico è indispensabile per seguire i malati. Scritto molto bene, consigliato
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Chia 19 marzo 2026Bella scoperta!
Libro molto interessante e scorrevole, mi sono piaciuti molto i capitoli familiari e le testimonianze dirette dei membri della famiglia. Belli anche i capitoli relativi alla parte della ricerca scientifica, facili da capire, anche se non prendevano tanto quanto i capitoli familiari
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