Romanzo breve di Pynchon, che come primo approccio all'autore non aiuta a proseguire nella lettura. Ho avuto parecchie difficoltà a seguire il filo del discorso, pertanto non sono mai riuscito ad entrare nelle vicende narrate.
L'incanto del lotto 49
Una cospirazione mondiale, antica di secoli, getta un'ombra cupa sull'America solare e felice degli anni Sessanta, e Oedipa si ritrova a dover decifrare un enigma impossibile: quello che incombe sull'esistenza di ognuno di noi...
«Quella notte rimase seduta per ore, troppo inebetita per bere, a imparare da sola come si respira nel vuoto. Perché, oh, Dio... questo era il vuoto. Non c'era nessuno che potesse aiutarla. Nessuno al mondo. Erano tutti schiavi di qualcosa, svitati, potenziali nemici, morti». Il romanzo che ha fondato la letteratura postmoderna. Un'allucinata satira che ci trascina in quel mistero eternamente irrisolto che è l'umana felicità. Oedipa Maas – una giovane casalinga californiana, laureata in letteratura inglese e moglie di un deejay radiofonico – viene nominata esecutrice testamentaria di Pierce Inverarity, un magnate immobiliare, e la sua vita prende una piega inaspettata e delirante. Una cospirazione mondiale, antica di secoli, getta un'ombra cupa sull'America solare e felice degli anni Sessanta, e Oedipa si ritrova a dover decifrare un enigma impossibile: quello che incombe sull'esistenza di ognuno di noi...
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Autore:
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Anno edizione:2023
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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thomasstammer 05 luglio 20262 stelle
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alias_Riccio 16 settembre 2025W.A.S.T.E.
Non l'ho capito. Questa, secondo me, è la prima sensazione che lascia questo romanzo. Perché tutti sappiamo che un libro qualcosa, qualsiasi cosa, deve dirla al lettore. Analisi e retrospettive si sprecano per trovare un significato recondito e profondo al romanzo. Secondo me l'autore non cerca di trasmettere alcun messaggio ma, piuttosto, ha messo in piedi una colossale satira letteraria, una presa in giro senza senso del romanzo tradizionale ed una burla ai critici. Messa in bella vista col motto di Tristero: W.A.S.T.E. (con o senza punti?).
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Francesca Valdinoci 12 marzo 2017
Questo romanzo è uno dei manifesti della civiltà contemporanea per via dei temi trattati e un testo esemplare, a livello stilistico e tematico, del cosiddetto postmodernismo. Una lettura imprescindibile sia per i "lettori forti" sia per coloro che leggono pochi libri all'anno e vogliono avvicinarsi a questo grande autore. La relativa brevità del romanzo - soprattutto se confrontato con gli altri capolavori di Pynchon - ed una narrazione che strizza l'occhio ad alcuni topos del thriller rendono piacevole la lettura per tutti, mentre i numerosi sottotesti affascineranno anche il lettore più esperto.
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