Memorie di un pazzo
Con "Memorie di un pazzo" ("Zapiski sumasšedšego"), Lev Tolstoj entra in un territorio che non appartiene al romanziere di "Guerra e pace": è il territorio del dubbio che non trova pace, della mente che rifiuta di adattarsi a ciò che tutti chiamano normalità. Scritto tra il 1884 e il 1886 e rimasto incompiuto, questo racconto autobiografico fu pubblicato postumo e rappresenta uno dei punti di svolta più radicali dell'intera opera tolstoiana. Il protagonista — nobile, rispettato, perfettamente inserito nel mondo — comincia a percepire che qualcosa non torna. Non è follia. È una lucidità intollerabile: quella di chi vede il vuoto sotto le forme sociali e non sa più fingere di non vederlo. Tolstoj descrive questa rottura con una precisione psicologica che anticipa la psicoanalisi e che parla, con sorprendente attualità, del disagio di ogni epoca.
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Anno edizione:2026
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