Seconda edizione, stesso anno della prima - Volume in copertina rigida con sovraccoperta, 154 pagine. Tenue brunitura ai margini delle carte, peraltro copia in ottimo stato -- Nel luglio del 1988 Gesualdo Bufalino vinceva il Premio Strega con il suo terzo romanzo, ''Le menzogne della notte''. ''La serata d'addio è l'ultima notte che un gruppo di condannati a morte trascorre in un'isola penitenziaria, una fortezza che ha le sembianze di uno scoglio, che probabilmente è nel Mediterraneo, ma potrebbe essere ovunque. Un canale la separa dal continente, le correnti del mare e i venti turbano gli animi dei prigionieri ormai irrimediabilmente separati dal mondo. Nessuna comunicazione tra l'isola e il continente, il tempo è sospeso, sono cadute le differenza tra il giorno e la notte. Nelle prime pagine del romanzo l'autore ci porta a scoprire quest'isola dimenticata (''Quassù del Regno e del re nessuna notizia. Sanno solo dai picchi sui muri, come da tamburi lontani, che alla regina è nato un erede morte e che dunque morisse il re.''). Le voci dei prigionieri, anche loro come tamburi lontani, risuonano nelle celle cieche tra i muri umidi e lì vanno a morire. Mentre sognano la vita nel Regno, i prigionieri aspettano un tempo che sembra infinito contando i giorni e le ore che hanno ancora da vivere.'' (Claudia Consoli)
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<p>Seconda edizione, stesso anno della prima - Volume in copertina rigida con sovraccoperta, 154 pagine. Tenue brunitura ai margini delle carte, peraltro copia in ottimo stato -- Nel luglio del 1988 Gesualdo Bufalino vinceva il Premio Strega con il suo terzo romanzo, ''Le menzogne della notte''. ''La serata d'addio &egrave; l'ultima notte che un gruppo di condannati a morte trascorre in un'isola penitenziaria, una fortezza che ha le sembianze di uno scoglio, che probabilmente &egrave; nel Mediterraneo, ma potrebbe essere ovunque. Un canale la separa dal continente, le correnti del mare e i venti turbano gli animi dei prigionieri ormai irrimediabilmente separati dal mondo. Nessuna comunicazione tra l'isola e il continente, il tempo &egrave; sospeso, sono cadute le differenza tra il giorno e la notte. Nelle prime pagine del romanzo l'autore ci porta a scoprire quest'isola dimenticata (''Quass&ugrave; del Regno e del re nessuna notizia. Sanno solo dai picchi sui muri, come da tamburi lontani, che alla regina &egrave; nato un erede morte e che dunque morisse il re.''). Le voci dei prigionieri, anche loro come tamburi lontani, risuonano nelle celle cieche tra i muri umidi e l&igrave; vanno a morire. Mentre sognano la vita nel Regno, i prigionieri aspettano un tempo che sembra infinito contando i giorni e le ore che hanno ancora da vivere.'' (Claudia Consoli)</p>.
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Copertina:hardcover
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