L’onesta bugiarda è ambientato in un piccolo villaggio sul mare, immerso in un immobile e silenzioso inverno innevato. Al centro del romanzo ci sono due donne molto diverse tra loro. Da una parte c’è Anna, illustratrice di libri per bambini, figura solitaria, distratta, protetta dal suo mondo di immagini e abitudini; vive in una sorta di fragile equilibrio, tenendo a distanza tutto ciò che potrebbe turbarla. Poi c’è Katri, donna intelligente, concreta e severa, abile con i numeri e guidata da un’inflessibile idea di onestà. Katri osserva tutto con lucidità, non sopporta le ipocrisie e sembra leggere con spietata chiarezza le debolezze altrui. L’incontro tra Anna e Katri dà vita ad un rapporto ambiguo e teso, fatto di attrazione, diffidenza, bisogno reciproco e controllo. In questo confronto continuo, il mondo protetto di Anna comincia ad incrinarsi, mentre le certezze rigide di Katri vengono messe a dura prova. Il romanzo ruota attorno ad un quesito affascinante: quanto è possibile vivere davvero in modo onesto? Dove si trova il confine tra sincerità e crudeltà, tra gentilezza e adulazione, tra onestà e calcolo? La Jansson costruisce una storia sottile, una sorta di un duello psicologico, in cui nessuno è davvero innocente o colpevole. La cosa che rimane più impressa del libro è la sua atmosfera. La neve continua, il villaggio isolato, la sensazione di sospensione: tutto contribuisce a creare un tono fiabesco e inquieto. Da questo punto di vista il libro è molto riuscito, perché riesce a trasmettere un senso costante di freddezza, ambiguità e trasformazione. Allo stesso tempo, questa freddezza nello stile ha contribuito a rendere questo titolo meno incisivo rispetto ad altre opere più riflessive e umane dell’autrice. È un libro che funziona molto sul piano simbolico e atmosferico, ma che risulta più ovattato e piatto su quello umano ed emotivo.
L'onesta bugiarda
Esiste nei rapporti umani una linea che separa verità da ipocrisia, gentilezza da adulazione, onestà da calcolo? È possibile continuare a credere in se stessi e negli altri senza la protezione delle menzogne vitali, degli autoinganni e delle illusioni?
Ne "L'onesta bugiarda" due donne si incontrano: Anna Aemelin è un’illustratrice di libri per bambini. Solitaria e svagata, incapace di prendere sul serio qualsiasi cosa che non sia il suo disegno, ostinatamente decisa a difendersi dalla vita ignorando ciò che la disturba, frapponendo fra sé e il mondo le sue lampade schermate, i suoi conigli a fiori, le decisioni che non prende, i no che non dice. Al suo opposto è Katri Kling: giovane donna volitiva e concreta, intelligente e calcolatrice, nemica delle reticenze e del caso, ossessionata da un suo senso dell’onestà e della giustizia che la induce a vedere in ogni rapporto umano un contratto da rispettare. Il loro incontro è lo scontro fra due modi opposti di essere che, rapportandosi, si distruggono a vicenda, minando le certezze su cui poggiano. Continua a nevicare nel romanzo: è inverno e da mesi la neve cade incessantemente sul villaggio in riva al mare, coprendo le orme appena lasciate, cancellando dal paesaggio i punti di riferimento. I segni che la vicenda traccia con apparente leggerezza su quel bianco uniforme scavano solchi profondi: il gioco delle verità ci lascia un inquietante senso di insicurezza. Postfazione di Arianna Giorgia Bonazzi.
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Anno edizione:2025
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Pagine_e_inchiostro 31 marzo 2026L’onesta bugiarda
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La vicenda parte in sordina e in un silenzio ovattato dalla neve che cade abbondante nel piccolo paese sul mare. I personaggi vengono pian piano delineati nelle loro piccole e grandi manie, abitudini, progetti e delle due protagoniste è soprattutto Katri quella che rivela con maggior determinazione la sua ferrea volontà. Poi subentra Anna, l’altra protagonista, apparentemente debole, delicata, fragile; ma che alla fine come Katri si rivela anch’essa, a mio parere, forte e un’”eterna bugiarda”. Lei infatti non vuole vedere la realtà che la circonda e allora la nasconde, la idealizza, la camuffa ne fa un mondo tutto in rosa. L’altra, perfettamente realista e volitiva, demistifica tutto, ogni sogno, ogni illusione e dà della realtà una visione fredda e perfettamente controllabile. Ma la realtà non è così!! E Katri, dopo aver per sempre distrutto il mondo illusorio di Anna, si accorge che nella vita come nell’animo delle persone (o delle bestie!) non tutto è controllabile, c’è un qualcosa che sfugge a qualsiasi controllo. E questo mette in crisi anche lei! Quindi sotto l’apparenza di una vicenda tutto sommato semplice e lineare si sottintende qualcosa di più profondo e vero, che sta alla base della vita e della comunità umana.. L’atmosfera sembra incantata, perché è ovattata dalla neve di un inverno che non sembra finire mai e come fuori c’è il silenzio della natura, dentro c’è il silenzio delle anime; pochi sono i dialoghi e i colloqui che sono tutti finalizzati ad affermare una realtà o a portare un tassello nell’anima e nella personalità delle due protagoniste.
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