Dopo due capolavori (“Dove non mi hai portata” e “Magnifico e tremendo stava l’amore”), questo libro mi ha un po’ deluso. Almeno 2/3 del libro ondeggiano tra la storia di una famiglia e la storia italiana degli ultimi 70 anni lasciandoti il dubbio di quale sia la forza trainante del libro. Solo nelle ultime pagine si delinea chiaramente C’è anche un richiamo alla storia narrata nel secondo dei due libri che ho prima citato. Come un tentativo di ispirazione. Deluso, ripeto, ma continuerò a leggere i suoi libri.
Dimmi che sei stata felice
Maria Grazia Calandrone attraversa ancora una volta la materia viva della memoria e della Storia, fino a una conclusione vertiginosamente lirica. Stavolta la voce levigata e diretta dell’autrice trova le parole per dire che essere fedeli a noi stessi può essere un vincolo troppo stretto. Soprattutto per le donne, che nei libri di Calandrone si trovano sempre davanti a una scelta da cui è impossibile tornare indietro.
«Dimmi che sei stata felice è un romanzo pasoliano per riferimenti diretti alla vita e alle opere dello scrittore [...], per la denuncia del degrado delle periferie e per la nostalgia, sottotraccia, di un mondo arcaico, alieno alla devastazione della modernità.» - Marzia Fontana, La Lettura
Aurora porta addosso le gioie e i tormenti di tutte le donne della sua famiglia, come una mappa silenziosa incisa sulla pelle. Finché, a quasi cinquant’anni, lungo il mare di Nuova Ostia incontra Viola: un varco di luce nella corazza che da sempre la tiene a distanza dal mondo. Se per Viola l’amore è una promessa di futuro, per Aurora invece è il disperato tentativo di riparare il passato. Maria Grazia Calandrone si rivolge a chi legge questo romanzo fin dal titolo: «dimmi che sei stata felice» è un’invocazione, una speranza. Una storia in cui la passione va di pari passo con il destino. Così come accade a chi, almeno una volta nella vita, ha amato per sempre.
Aurora nasce in un appartamento popolare a Roma Sud, mentre il Paese si prepara ad attraversare gli anni Settanta e il loro spegnersi nella strategia della tensione. Fin da ragazza accoglie il destino di una madre segnata dall’abbandono e il vuoto di un padre mai conosciuto. Del resto il passato sembra aver lavorato per lei da prima che nascesse: la nonna, con la quale Aurora ha un rapporto d’amore profondo e privilegiato, era scampata per miracolo al bombardamento di San Lorenzo. E anche Aurora crede di essere viva grazie alla forza della propria madre. Tutt’intorno, nel frattempo, la città respira come un organismo: abbraccia, tradisce, intreccia destini senza mostrarli. Tanto che, per una di quelle casualità che la vita a volte ci riserva, un giorno Aurora ritrova fugacemente il padre e, poco dopo, s’innamora di un giovane poeta venuto da lontano. In cerca di pace, Aurora si trasferisce a Nuova Ostia, un luogo che sa essere anche feroce. Eppure è proprio lì che incontra la magnificenza del mare e Viola. Le due donne sono quasi coetanee, e una naturalezza istintiva le avvicina. La loro storia è totalizzante, ma dove Viola si abbandona, Aurora si ritrae. I sentimenti, però, sono una terra che si può abitare solo senza difese.
-
Autore:
-
Editore:
-
Collana:
-
Anno edizione:2025
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
-
GDL 08 luglio 2026Dopo due capolavori
-
Giulia 22 giugno 2026Mi è piaciuto
Il finale secondo me è bellissimo: perchè esistono persone che sanno dare un amore così generoso che l'altro se lo porta dietro (magari anche inconsapevolmente) per tutta la vita. Il romanzo mi è sembrato bello, anche la descrizione del contesto storico. Purtroppo le pagine più poetiche mi sono sembrate "difficili" perchè meno fluide delle altre pagine e a volte dovevo rileggerle per comprenderne il senso e capire perchè erano proprio state inserite in quel punto.
-
Pagine_e_inchiostro 07 maggio 2026Dimmi che sei stata felice
Dimmi che sei stata felice è una storia multigenerazionale che parte da lontano: prima seguiamo la nonna di Aurora, sopravvissuta al bombardamento di San Lorenzo, poi sua madre, segnata dall’abbandono e da una vita ostica, infine Aurora stessa, che porta dentro di sé le ferite delle donne che l’hanno preceduta. La sua vicenda attraversa Roma negli anni ’70, fino al trasferimento a Nuova Ostia, in cui il mare diventa libertà e possibilità. Lì, Aurora incontra Viola, una donna destinata a incrinare le sue difese in favore di un amore intenso, complesso, forse impossibile. La Calandrone costruisce un romanzo in cui amore, destino e memoria si intrecciano continuamente. Ho apprezzato molto le digressioni storiche, che non restano mai semplice contesto, ma diventano parte viva della vicenda, quasi una storia parallela che si fonde con quella dei personaggi. Lo stile dell’autrice è, come sempre, riconoscibilissimo: un mix tra poesia e prosa, attraversato da riflessioni sulla vita. Tuttavia, rispetto a Magnifico e tremendo stava l’amore, che ho preferito di gran lunga, questo romanzo mi ha convinto meno. Ho faticato con l’uso frequente del dialetto romano nei dialoghi e, a tratti, ho trovato la scrittura un po’ dispersiva e compiaciuta della sua componente lirica. La struttura ne ha risentito, risultando a tratti frammentaria. Resta comunque una lettura intensa, tra protagoniste femminili difficili da dimenticare e una voce autoriale forte, capace di raccontare l’amore come ferita, destino e possibilità di salvezza. Un’opera dall’equilibrio instabile: luminosa in alcune intuizioni, ma non sempre coesa nel suo insieme. Non è la Calandrone che ho amato di più, ma conserva una forza innegabile.
Le schede prodotto sono aggiornate in conformità al Regolamento UE 988/2023. Laddove ci fossero taluni dati non disponibili per ragioni indipendenti da Feltrinelli, vi informiamo che stiamo compiendo ogni ragionevole sforzo per inserirli. Vi invitiamo a controllare periodicamente il sito www.lafeltrinelli.it per eventuali novità e aggiornamenti.
Per le vendite di prodotti da terze parti, ciascun venditore si assume la piena e diretta responsabilità per la commercializzazione del prodotto e per la sua conformità al Regolamento UE 988/2023, nonché alle normative nazionali ed europee vigenti.
Per informazioni sulla sicurezza dei prodotti, contattare productsafety@feltrinelli.it