Uno di quei libri che vorresti non finisse mai! Leggerlo da insegnante che spesso si è trovata ad affrontare gli stessi dubbi e le stesse paure della protagonista ogni volta che è entrata in una classe nuova, ha dato vita a nuove riflessioni sul rapporto docente-alunni. Qual è la giusta strada da percorrere? Come faccio a farmi seguire e, prima ancora, accettare dagli studenti? Perché li prendo tanto a cuore? Tutti interrogativi che, come nel libro, non trovano risposta. Perché insegnare è anche una questione di cuore, volente o nolente...lo sa bene la protagonista del libro che oscilla di continuo tra l'essere amica degli alunni e il voler essere solo una docente distaccata. In un finale che resta aperto, però, si affermerà l'essere umano, l'insegnante-persona e non pubblico ufficiale riconosciuto e apprezzato dai suoi maturandi. Consiglio vivamente il libro!
Domani interrogo
Da questo film è stato tratto il film diretto da Umberto Carteni, con Anna Ferzetti
La periferia romana dove sorge la scuola che è al centro di questo romanzo è la Rebibbia raccontata da Zerocalcare. Nel liceo si parla romano, e le aule sono abitate da strani esseri viventi: alcuni disegnati sui muri, alcuni umani ma dalle cui bocche escono suoni incomprensibili alla professoressa, che non ha mai pensato di avere la vocazione all’insegnamento e invece ce l’ha, solo che non è una vocazione, è un mestiere. La professoressa, infatti, non ama la vocazione, ama l’inglese. La professoressa è un’intellettuale. La professoressa ha studiato in Italia e all’estero. La professoressa cammina, cammina, cammina perché Roma è grande e perché camminando pensa. Gli studenti e le studentesse, invece, non camminano, vanno in motorino o in macchina, e non studiano. Gli studenti e le studentesse – e tutti lo siamo stati – sanno valutare, pesare le persone che siedono dietro la cattedra e, nonostante non abbiano voglia di aprire i libri, sentono, piano piano, il desiderio di capire la professoressa, e di esserne capiti. Danilo Dolci ha scritto che si cresce solo se sognati, e l’autrice di questo romanzo chiosa che si può crescere anche se sei l’incubo di qualcuno. Tra i professori di Frank McCourt e Domenico Starnone, passando per gli studenti in piedi sul banco nell’Attimo fuggente, sta la professoressa di Gaja Cenciarelli, convinta sì che la cultura sia qualcosa di quotidiano, convinta sì che certe parole dialettali o certe squadre di calcio, certe sigarette fumate insieme agli studenti prima che la lezione cominci facciano parte del lavoro di chi insegna e di quello di chi impara, ma disillusa che l’istruzione possa – come si sente dire spesso – salvare il mondo. Ciò nonostante, in questo romanzo di Shakespeare e spaccio, la professoressa il mondo lo salva. Perché il mondo è le persone che incontriamo. Specialmente a scuola.
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Anno edizione:2024
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Formato:Tascabile
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