Puccini e i suoi primi interpreti. Dalla prassi ottocentesca alla prassi contemporanea
Nel periodo in cui scrive Puccini, la tecnica vocale e la prassi esecutiva del melodramma subiscono una rapida evoluzione, marcando un progressivo distacco dai canoni ottocenteschi per approdare alla moderna vocalità del Novecento. L’esame delle caratteristiche tecnico-artistiche dei primi interpreti pucciniani, e il confronto con quelle dei grandi cantanti verdiani dell’Ottocento e con la prassi allora dominante, permette di ricostruire le trasformazioni in corso in quegli anni, sia sul piano tecnico sia su quello espressivo. In tale prospettiva, un prezioso strumento d’indagine è costituito dalle incisioni discografiche che, agli albori del Novecento, cominciano a diffondersi: pur con i limiti tecnologici dell’epoca, queste tracce offrono la possibilità di farsi almeno un’idea della fisionomia vocale degli esecutori di allora. Le impressioni ricavate dall’ascolto vengono poi confrontate con altre fonti documentarie: i profili dei primi interpreti pucciniani – cantanti e direttori –, le recensioni della stampa, l’epistolario del Maestro e i pareri critici da lui espressi.
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Anno edizione:2026
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