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Quei patti benedetti. Cosa resta oggi dei Patti Lateranensi tra Mussolini e Pio XI
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Quei patti benedetti. Cosa resta oggi dei Patti Lateranensi tra Mussolini e Pio XI - Giancarlo Mazzuca - copertina
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Quei patti benedetti. Cosa resta oggi dei Patti Lateranensi tra Mussolini e Pio XI Giancarlo Mazzuca
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Descrizione

Che cosa è rimasto, oggi, dello spirito del '29, anche dopo la revisione concordataria del 1984 voluta dal presidente del Consiglio Bettino Craxi? A novant'anni da quello storico accordo, il libro cerca di rispondere a tante domande, interrogandosi inoltre sul futuro dei rapporti tra libera Chiesa in libero Stato.

Il 1929 era cominciato con un'ottima notizia: l'11 febbraio, il cardinale Pietro Gasparri, segretario di Stato di Pio XI, e il capo del governo fascista, Benito Mussolini, avevano firmato i Patti Lateranensi. Un accordo davvero storico che cercava di porre fine a ottant'anni di guerre e tensioni tra la Chiesa e l'Italia. Per quasi un secolo, infatti, i destini del potere temporale del vicario di Cristo, del Vaticano e della stessa città di Roma restarono molto incerti. Tanti gli episodi di quel braccio di ferro: la fuga di papa Pio IX, l'interregno della Repubblica Romana e la restaurazione papale con le armi del «traditore» Napoleone III. E, poi, ancora: la breccia di Porta Pia, il Sillabo , il Patto Gentiloni fino alla Marcia su Roma. In tutti quegli anni, numerosi protagonisti cercarono inutilmente di instaurare un dialogo tra lo Stato della Chiesa e la nuova Italia dei Savoia. Poi, nel 1929, arrivarono finalmente i Patti Lateranensi, firmati nel Palazzo di San Giovanni in Laterano. Furono il frutto di un intenso lavoro di diplomazia, tra un «incidente» e l'altro, e vennero strutturati in tre parti: il Trattato vero e proprio (che istituiva la Città del Vaticano, una enclave in mezzo a Roma che prevedeva l'extraterritorialità delle basiliche di San Pietro e di San Giovanni in Laterano), il Concordato (che regolava i rapporti tra la Santa Sede e l'Italia) e l'accordo finanziario (che stabiliva un indennizzo a favore della Chiesa in seguito alla rinuncia a qualsiasi rivendicazione sul vecchio Stato Pontificio). Mentre i giornali stranieri criticarono ampiamente la «santa alleanza», la stampa fascista celebrò l'apoteosi del duce. Lo stesso Pio XI definì Mussolini «uomo della Provvidenza», cancellando in un colpo solo il suo passato di mangiapreti socialista. Fu davvero così? Qual è l'eredità di quei Patti considerati allora provvidenziali? E che cosa è rimasto, oggi, dello spirito del '29, anche dopo la revisione concordataria del 1984 voluta dal presidente del Consiglio Bettino Craxi? A novant'anni da quello storico accordo, il libro cerca di rispondere a tante domande, interrogandosi inoltre sul futuro dei rapporti tra libera Chiesa in libero Stato.
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Dettagli

2019
29 gennaio 2019
191 p., Rilegato
9788804707202
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Indice

Premessa

I Quel «liberale» di Pio IX
II Il prete garibaldino
III «Morte all'imperatore!»
IV Tra Sillabo e frondisti
V O Roma o morte
VI L'ora di religione
VII «Non c'è trippa per gatti»
VIII Un sarto su misura
IX Cena di magro per il cardinale
X Il Novecento di Giolitti
XI Il compagno Benito
XII Il Patto Gentiloni
XIII Manovre della Chiesa
XIV Conversione di un mangiapreti
XV Il papa alpinista
XVI Il prete boy-scout
XVII La riforma Gentile
XVIII Religione e fascismo
XIX Matteotti e l'Aventino
XX L'ora del regime
XXI Trattativa a oltranza
XXII Arrivano i patti
XXIII Uomo della Provvidenza?
XXIV Il cardinale Richelieu dei Patti
XXV Guerra e pace
XXVI Un architetto di pace?
XXVII La Spada dell'Islam
XXVIII Quelle omelie mai pronunciate
XXIX La guerra di Pacelli
XXX I patti di Craxi

Postfazione
di Gianfranco Ravasi

Note
Bibliografia
Ringraziamenti
Indice dei nomi

Conosci l'autore

Giancarlo Mazzuca

Giancarlo Mazzuca, già direttore del «Resto del Carlino», del «QN» e del «Giorno», è stato inviato speciale del «Corriere della Sera», vicedirettore a «Fortune» e alla «Voce» di Montanelli, caporedattore a «il Giornale». Attualmente è membro del consiglio d’amministrazione della Rai e commentatore de «il Giornale». Tra i suoi libri ricordiamo: I signori di Internet. La via italiana alla New Economy, Sangue romagnolo. I compagni del duce (con Luciano Foglietta), Compagni di camera. Il «reality» segreto di una legislatura, Il compagno Mussolini (con Nicholas Farrel), La vita oltre l'Euro. Esperienze e visioni di un economista pragmatico...

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