Rocce di cristallo
"Rocce di cristallo" è un racconto biografico in forma narrativa sulla disabilità, la memoria familiare e la rinascita. Il titolo racchiude il cuore del libro: chi attraversa una frattura profonda può diventare duro come una roccia e, al tempo stesso, fragile e luminoso come il cristallo. Nella prima parte, "Roberto", il protagonista racconta la propria vita a Nadia, una giovane donna incontrata per caso in una pasticceria di Firenze. Nadia è in città per alcuni colloqui di lavoro e vive un momento di incertezza e scoraggiamento. Roberto, seduto al tavolino accanto al suo, le offre una sedia libera e, da quel gesto, nasce un dialogo inatteso. Il racconto di Roberto non comincia dalla disabilità, ma da ciò che esisteva prima: l'infanzia a Catanzaro nel quartiere Lido, la famiglia numerosa, lo sport, gli amici, i primi amori, il lavoro, il matrimonio con Susanne, donna austriaca conosciuta in Svizzera, la nascita dei figli Stefano e Alessandro, la crisi della coppia e la separazione. La svolta decisiva arriva nel 2005, quando Roberto viene colpito da un ictus durante la notte. Al risveglio dal coma scopre che il suo corpo non risponde più come prima. L'emiplegia, la carrozzina, la perdita di autonomia e, poco dopo, un infarto che mette di nuovo a rischio la sua vita lo costringono a confrontarsi con una domanda radicale: come si continua a vivere quando l'immagine di sé sembra andare in pezzi? Il suo percorso attraversa rabbia, sconforto e rifiuto. Solo con il trasferimento a Bergamo, il sostegno della madre e l'incontro con altre persone disabili in un corso di accettazione, Roberto comincia lentamente a cambiare prospettiva. Nella seconda parte, "Wanda", il libro sposta il centro della narrazione sulla madre di Roberto, allargando lo sguardo dalla vicenda individuale alla memoria familiare e collettiva. Wanda è una donna segnata dalla guerra, dalla povertà, dalle rinunce e da un'esistenza spesso dura, ma anche capace di custodire una forza silenziosa. Attraverso la sua storia emergono l'infanzia durante il fascismo, lo sfollamento, la fame, il senso della famiglia e il rapporto profondo con la scrittura. La passione di Wanda per la scrittura diventa la sua resistenza segreta ai sacrifici quotidiani. La sua vicenda diventa il controcanto alla storia di Roberto e il fondamento affettivo e morale dell'intero racconto. Nella terza parte di "Rocce di cristallo" le due linee narrative trovano una sintesi. Il racconto torna al presente, al dialogo con Nadia e al significato più ampio dell'esperienza narrata. La disabilità non viene idealizzata né presentata come una condanna assoluta, ma raccontata nella sua complessità: limiti concreti, ostacoli quotidiani, dipendenza, fatica e rabbia, ma anche relazioni, desideri, autonomia, lavoro, ironia e possibilità. Il confronto con Roberto trasforma anche Nadia. Le difficoltà della ragazza non scompaiono, ma cambiano alla luce di nuove consapevolezze: ogni vita può incrinarsi e proprio dalle incrinature può nascere una diversa forma di forza. A completamento dell'opera vi è un'appendice dedicata ai luoghi comuni sulla disabilità, che raccoglie e smonta gli stereotipi più diffusi, rafforzando il senso civile del libro.
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Anno edizione:2026
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In commercio dal:14 settembre 2026
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