Piccone Stella, editore de “La Nuova Europa”, per presentarle in radio, disse che trattavasi di “brevi componimenti in prosa, di taglio scorciato ed incisivo, che hanno l’accento della poesia e il rigore dell’aforisma”. Apertis verbis, sono un genere nuovo, forse unico, che “in modi rapidi ed ellittici” giunge “a conclusioni lontane e spesso sorprendenti”. Le scorciatoie, per il dizionario, sono le vie più brevi per andare da un luogo ad un altro. Per ammissione dello stesso Autore, però, sono, delle volte, difficili, “veri sentieri per capre”, che possono giungere finanche a far rimpiangere la comodità delle alternative strade lunghe, piane, dritte, panoramiche. Effettivamente, il lettore è spesso chiamato a inerpicarsi sui pensieri scoscesi del poeta prosatore, operazione non sempre facile e la cui difficoltà è ben nota allo stesso Autore, che mai nasconde il timore di non essere compreso nel suo “scorciare”, tanto dai suoi contemporanei, quanto, forse, dai posteri. Per quanto, tuttavia, il percorso non sia per niente agevole, il punto d’arrivo è sempre sorprendente, “sempre un po’ più in là rispetto a quello che il lettore pensa di doversi aspettare”. Saba dedica le sue scorciatoie all’arte, alla letteratura, ai suoi colleghi, ai suoi contemporanei, ai rapporti umani, al proprio periodo storico, a quelli precedenti e ai successivi: nulla viene esonerato dall’ironica sagacia, a tratti sprezzante, del grande osservatore triestino.
Scorciatoie e raccontini
"Brevi componimenti in prosa, di taglio scorciato ed incisivo, che hanno l'accento della poesia e il rigore dell'aforisma. È quasi un genere nuovo, certo tutto suo, che egli chiama "Scorciatoie", perché, in modi rapidi ed ellittici arrivano a conclusioni lontane e spesso sorprendenti". Con questa felice sintesi Piccone Stella, editore della "Nuova Europa", presentava ai lettori gli scritti di Saba pubblicati dalla rivista tra il marzo e il luglio del '45. La politica, la letteratura, l'arte le amicizie e gli incontri colti in un momento drammatico e spensierato, "sotto l'impressione, estremamente piacevole, della dissoluzione di un incubo".
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Anno edizione:2011
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Antonio Poso Zurlo 31 maggio 2026
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Gigi 27 dicembre 2024Da leggere assolutamente
Volumetto snello e simpaticissimo, tanto per chi "conosce" la personalità di Saba, tanto per chi, in vacanza, ha tempo per solo per letturine veloci, spesso interrotte per necessità. Raccomandato a tutti!
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Kicco 18 dicembre 2023Brevi componimenti in prosa
Lo scrittore e poeta triestino, infatti, si misurò con il genere aforistico, allora come oggi assai poco praticato in Italia; fece di più indicando esplicitamente i modelli a cui si era ispirato, perché in Scorciatoie lo sguardo del poeta voleva essere proprio quello dello psicoanalista-detective. Insomma, si parla di un libro assai originale e prezioso, che occupa un posto non secondario nell’intero corpus dell’opera di Saba.
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