Nella tarda primavera del 1971 venne mandato in onda, in cinque episodi, sulla prima rete nazionale – ai tempi ancora dominatrice indiscussa dell’etere - Il Segno del Comando, per la regia di Daniele D’Anza. Per cinque settimane lo “sceneggiato” ipnotizzò un intero paese, dando luogo, probabilmente, ad uno dei primissimi episodi di “crush” collettiva verso un prodotto di intrattenimento televisivo. Un successo non scontato, dato che la sceneggiatura originale era, in un certo senso, sperimentale, e fu più volte rimaneggiata. In una atmosfera gotica, costruita su chiaroscuri, si richiamavano conoscenze mistico – esoteriche, saperi e miti di reincarnazione ed immortalità, il tutto grazie alle location di una Roma spesso notturna, in cui chiostri, colonnati, stradine nascoste acciottolate, templi pagani e importanti Biblioteche, chiese e piazze custodi di saperi arcani fornivano il materiale indispensabile all’economia stessa della storia. Più di cinquant’anni dopo, è stato proposto a Loredana Lipperini, giornalista, scrittrice, conduttrice, di riprendere il soggetto e trarne un romanzo. E Lipperini ci ha regalato una narrazione più che fedele direi leale, rispetto allo script originale, poichè anche integrata da riferimenti culturali, collegamenti, topografie, che offrono al lettore di oggi un po' di necessaria profondità, senza scadere nel pedante. Il romanzo mi è parso indirettamente un omaggio alla formazione sentimentale, culturale ed anche politica dell’autrice, dovuta ai sommovimenti, all’inquietudine ed ai drammi che hanno caratterizzato gli anni ‘70, e oltre a celebrare un prodotto entrato nella leggenda della storia televisiva italiana, si presta a farci da guida tra le pieghe della Capitale, alludendo ai suoi labirintici percorsi, alle molte grandi teste che vi hanno cercato ispirazione, ai molteplici strati di misteri che ancora custodisce.
Il Segno del comando
Edward Forster, professore a Cambridge, ha dedicato una vita a studiare Byron. Per questo accetta con entusiasmo il duplice invito a recarsi in Italia per questioni legate al poeta. Il primo viene dal British Council, mentre il secondo è di un pittore di nome Tagliaferri. Non appena arriva a Roma, il professore si trova coinvolto in situazioni apparentemente inspiegabili, legate a una donna enigmatica di nome Lucia, e fa subito una stupefacente scoperta che riguarda proprio Tagliaferri… È soltanto l’inizio di un’avventura che assume tinte sempre più misteriose. Un romanzo liberamente tratto dallo sceneggiato "Il segno del comando", una grande storia gotica italiana che nel 1971 conquistò milioni di telespettatori.
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Anno edizione:2024
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Neba 31 dicembre 2024Romanzo nostalgia...
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Stefano 30 dicembre 2024Un classico delle serie tv
Ripreso ed elaborato il vecchio testo di Giuseppe D'Agata con qualche accorgimento in più sapientemente immesso da Loredana Lipperini. Una Roma magica fra l'occulto e vecchie leggende..
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