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Il sesso inutile. Viaggio intorno alla donna
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Il sesso inutile. Viaggio intorno alla donna - Oriana Fallaci - copertina
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Il sesso inutile. Viaggio intorno alla donna Oriana Fallaci
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Descrizione

"Le donne non sono una fauna speciale e non capisco per quale ragione esse debbano costituire, specialmente sui giornali, un argomento a parte: come lo sport, la politica e il bollettino meteorologico." Così Oriana Fallaci nella premessa a "Il sesso mutile", il primo libro che pubblica con Rizzoli, nel 1961. L'anno precedente, inviata de "L'Europeo", è in Oriente insieme al fotografo Duilio Pallottelli per un'inchiesta sulla condizione delle donne. È partita alla ricerca di tracce di felicità e nel libro racconta la sua esperienza: a Karachi in Pakistan assiste al matrimonio di una sposa bambina e si ribella all'idea delle donne velate; a New Delhi incontra Rajkumari Amrit Kaur, figura di grande potere in India, e le sembra che assomigli a sua nonna; in Malesia conosce le matriarche che vivono nella giungla; a Singapore c'è la scrittrice Han Suyin, che sente subito amica; a Hong Kong le cinesi non hanno più i piedi fasciati ma le intoccabili abitano ancora sulle barche, senza mai scendere a terra; a Tokio è smarrita di fronte all'impenetrabilità delle giapponesi e a Kyoto affronta il mistero delle geishe; alle Hawaii cerca invano i segni di un'esistenza originaria intatta. Il viaggio si conclude a New York, dove il progresso ha reso più facile la vita delle donne a confrontarsi con "un mondo di uomini deboli, incatenati a una schiavitù che essi stessi alimentano e di cui non sanno liberarsi".
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Dettagli

1
2009
Tascabile
21 gennaio 2009
XIV-205 p., Rilegato
9788817028356

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"Era estate quando il direttore del giornale [L’Europeo] mi domandò se volevo fare un giro per il mondo fermandomi soprattutto in Oriente. […] Avrei dovuto fare un reportage sulle donne. Per quanto mi è possibile, evito sempre di scrivere sulle donne. Non so perchè, la cosa mi appare ridicola. Le donne non sono una fauna speciale e non capisco per quale ragione esse debbano costituire, specialmente sui giornali, un argomento a parte. Il padreterno fabbricò uomini e donne perchè stessero insieme, […] trattare le donne come se vivessero in un altro pianeta mi sembra privo di senso. Ma risposi che ci avrei pensato". E fu proprio in quel 1960 che la grande giornalista e scrittrice toscana Oriana Fallaci parte in compagnia del fotografo Duilio Pallottelli, per realizzare un’inchiesta – molto diversa da quelle che in precedenza l’avevano portata da una costa all’altra degli Stati Uniti – sulla condizione delle donne. A convincere la giornalista allora 31enne fu un episodio imprevisto: “Una ragazza che conosco da tempo mi invitò a cena, e a metà della cena scoppiò a piangere dicendo che era molto infelice”, nonostante fosse una bella donna di grande successo. Da qui la scintilla. Possibile che una donna in carriera, di bell’aspetto e indipendente non si sentisse felice? Sarà dalla curiosità di scoprire se la felicità di una donna sia determinata dalla cultura e dal suo grado d’indipendenza che la Fallaci plana in Oriente e conosce una sposa bambina dei paesi islamici, le così definite “farfalle di ferro” dell’India, le matriarche della Malesia, le prismatiche cinesi, le geishe giapponesi, le cosmopolite hawaiiane, fino ad arrivare a New York, dalle donne che ti riempiono di honey, sweety e sugar. La particolarità di questo reportage risiede nella sua natura viva: Oriana Fallaci, infatti, non si limita a descrivere le parti (che diremmo) salienti dell’inchiesta, frutto (solo) di interviste e ricerche. La giornalista – qui anche scrittrice – diventa parte stessa della storia che mette nero su bianco: entra nelle case, nella abitudini delle donne che intervista, partecipa alla vita quotidiana della popolazione, assiste agli spettacoli, racconta la sua stessa esperienza e quella del compagno Duilio. “Il sesso inutile” si rivela uno scritto illuminante, poichè in anticipo rispetto al movimento femminista, la Fallaci pone una lente d’ingrandimento sugli aspetti più critici nella vita delle donne, togliendo il velo a usi e costumi di società lontane da quella occidentale, in cui la giornalista è crescita e si è formata. Ma alla fine del viaggio quale sarà la grande conclusione? “Girando come Caino intorno alla luna, ero tornata in ogni senso al medesimo punto da cui ero partita. E in quel girare avevo seguito la marcia delle donne intorno a una cupa, stupidissima infelicità”, scoprendo come la felicità delle donne non sia una questione di potere. Il blog dell'editore

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SILVIA DEVITOFRANCESCO
Recensioni: 5/5

Un viaggio generalmente porta con sé sempre un certo carico di emozioni e scoperte. Non fu esente il viaggio importante quanto per certi versi scioccate intrapreso dalla Fallaci in un’epoca in cui di condizione femminile si stava iniziando timidamente a parlare. Una donna che si muove alla scoperta di altre donne. Forse un’utopia, un qualcosa da far rabbrividire gli uomini, un voler anticipare i tempi, certo. Perché parlare di donne? Parlare di donne per dar loro un volto, una voce, dei sentimenti. Per non farle sembrare scatole messe lì solo per procreare. Le donne incontrate dalla Fallaci hanno tutte una loro psicologia, parlano, raccontano le proprie storie, i propri conflitti con la società, rivelano il loro modo di vivere. Ogni ritratto è presentato nei minimi dettagli così da fornire al lettore un quadro ben preciso sia del contesto generale in cui le donne si muovono sia delle singole esistenze. Come una lente che cattura istanti, la celebre giornalista riporta esperienze di vita, talora inserendo anche considerazioni personali o aneddoti relativi all’esperienza di viaggio che alleggeriscono i toni della narrazione. Dalle spose bambine alle geishe, dalle donne cinesi che hanno osato ribellarsi alla tradizione sino alle indiane costrette a combattere con le caste fino alle americane, le più forti, le più ostinate, donne che possono persino comandare gli uomini. Dov’è la felicità? È questa la domanda di fondo dell’opera. Qual è il filo che lega felicità e infelicità quando si parla di donne? L’autrice sceglie una prosa diretta, senza fronzoli, capace di arrivare dritta al lettore trasmettendogli un messaggio importante e di grande impatto emotivo. Un saggio che è sempre attuale. Un’opera scritta da una donna con protagoniste le donne diretta alle donne (e non solo).

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Recensioni: 5/5

Lettura semplice e scorrevole caratterizzata dalla voce ironica e graffiante della Fallaci che riesce, anche questa volta, a raccontare realtà difficili senza cadere nel patetico o nel sentimentalismo. Seguendola nel suo viaggio e riflettendo sulle sue considerazioni, possiamo capire cosa possa essere vivere una vita tanto diversa da quella occidentale, fra persone con una mentalità a volte anche opposta alla nostra cultura. La Fallaci riesce a rendere più vicine donne lontane nello spazio e nella pensiero. Analizzare la situazione della donna senza tralasciare tutte le contraddizioni di come quest'ultima pensa e vive, sia nel mondo orientale che nel mondo occidentale. La scrittrice non giudica e non risparmia le donne occidentali che non possono essere messe da parte quando si analizzano le condizioni delle donne, vorremmo credere di aver raggiunto la parità e di essere tutte felici e contente nell'occidente, ma la Fallaci ci dimostra come siamo ben lontano da questo e come se ci si sforza di capire senza giudicare, persino realtà opposte alle nostre acquistano un senso. Consiglio questo libro, a tutti. Non solo alle donne.

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Oriana Fallaci

1929, Firenze

Oriana Fallaci (Firenze, 29 giugno 1929 – Firenze, 15 settembre 2006) è stata una scrittrice e giornalista italiana. Fu la prima donna in Italia ad andare al fronte in qualità di inviata speciale. Come scrittrice, con i suoi dodici libri ha venduto venti milioni di copie in tutto il mondo.Ha intervistato i grandi della Terra e come corrispondente di guerra ha seguito i conflitti più importanti del nostro tempo, dal Vietnam al Medio Oriente. I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo. Ha scritto:  I sette peccati di Hollywood (1958), Il sesso inutile (1961), Penelope alla guerra (1962), Gli antipatici (1963), Se il Sole muore (1965), Niente e così sia (1969), Quel giorno sulla Luna (1970), Intervista con la storia (1974), Lettera a un bambino mai...

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