Tibet. The passenger. Per esploratori del mondo - copertina
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Tibet. The passenger. Per esploratori del mondo
Disponibile dal 9 settembre 2026
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Descrizione


Una certa immagine del Tibet sembra resistere al passare del tempo: quella, idealizzata, di un paradiso terrestre dove ritrovare una purezza altrove smarrita. La realtà, naturalmente, è ben più complicata: ottant’anni di occupazione cinese e di rivolgimenti politici nella regione, e le ondate di emigrazione e la frammentazione dei territori storicamente abitati dai tibetani che ne sono conseguite, rendono difficile oggi anche solo capire dove batta il cuore di questa antica civiltà. Quello che la Cina ha ribattezzato Regione autonoma del Tibet, per esempio, potrebbe non essere il luogo ideale dove trovare le vestigia di una cultura così ricca di fascino. Meglio forse cercare in altre regioni cinesi limitrofe o in India e Nepal, dove esistono enclave storiche e importanti insediamenti di profughi. Una famiglia residente nella Regione autonoma che volesse far crescere i propri figli immersi nella cultura tibetana farebbe meglio a spedirli all’estero per garantire loro accesso alla propria lingua e alle proprie tradizioni. Il destino di molti bambini, infatti, è di venire separati dalle famiglie in tenera età per essere istruiti in mandarino e indottrinati secondo l’ideologia del Partito. Anche la vita monastica, in un luogo dove un tempo fioriva una delle maggiori concentrazioni di monasteri al mondo, è oggi strettamente controllata dal potere centrale di Pechino. Eppure, sembra che proprio nella Cina che per decenni ha tentato di soffocarla, l’identità tibetana stia vivendo una – pur sinistra – rinascita: sorgono nuovi «villaggi nomadici» che assomigliano a parchi a tema, si ricostruiscono in pompa magna monasteri rasi al suolo durante la Rivoluzione culturale, mentre nelle metropoli di tutto il paese spopola la «febbre tibetana». Per fortuna, non è tutta appropriazione culturale e altrove esistono anche esempi di autentico risveglio, come il recupero di alcuni monasteri del Mustang raccontato in questo volume. Se la civiltà tibetana è potuta finora sopravvivere, soprattutto all’estero e nell’esilio di Dharamsala, è stato grazie alla tenacia del suo popolo, al lavoro diplomatico, al sostegno indiano e dell’Occidente, al carisma e alla notorietà del Dalai Lama. Ma si tratta di un equilibrio fragile, che può spezzarsi da un giorno all’altro, ed è quindi importante – oggi più che mai – continuare a parlare di Tibet perché non diventi un paradiso perduto, questa volta per sempre.

Dettagli

09 settembre 2026
176 p., Brossura
9791281724877
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