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Recensioni L' ultimo tram. Storie tragicomiche di un'Italia al capolinea

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Possono succedere cose strane, in una notte romana. Può succedere, per esempio, che un vecchio tram fuori servizio da molti anni torni a circolare per un'ultima corsa fuori programma. E può succedere che, attraversando i quartieri della capitale, quel vecchio tram raccolga, uno dopo l'altro, alcuni curiosi personaggi. Come Maria Elena Bianchi, la bella scrittrice che sognava di raggiungere la gloria con le sue poesie, e invece si è trovata, come in un brutto sogno, a scalare le classifiche con un libro satirico dal titolo #RenziFaiSchifo. O come l'onorevole Sartini, che da tempo prova a combattere quella che per lui è una battaglia di civiltà: una legge che abolisca, finalmente e per sempre, il Molise. O, ancora, come la giovane Flaminia, che sospinta dal ‘vento del cambiamento' è diventata sindaca di un piccolo Comune, combinando ogni genere di disastro – compreso dimenticarsi, nudo e ammanettato in cantina, il capo dei vigili urbani. C'è posto per tutti, sul misterioso tram notturno: sovranisti, populisti, complottisti, feticisti, ma anche persone che lottano per continuare a sognare, per potersi innamorare, per difendere i loro diritti. Dirigendo un coro di voci pirotecniche, Fabio Salamida racconta, senza vincoli con la cronaca, l'inverosimile tempo in cui viviamo, le nostre ossessioni – dalla politica al sesso, dal cibo ai social network – e, insieme, i desideri che nessuno di noi confesserebbe mai.

«Umberto prende sonno alle 23.44 di una grigia serata d'autunno e inizia a sognare: si ritrova in una grande stanza con le pareti rosso pompeiano e giganteschi lampadari di cristallo. Nel sogno è scalzo, vestito con una lunga camicia da notte bianca abbottonata dal collo alle ginocchia. Al centro della stanza, un enorme letto bianco con baldacchino, una sorta di isola di luce in mezzo a tutto quel colore. D'un tratto sente una presenza alle sue spalle e, voltandosi, ha un fremito: il suo punto di riferimento umano, politico ed enogastronomico è lì, in piedi, davanti a lui. "Capitano! Non posso crederci... è proprio lei?"»

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