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Vita di Galileo. Testo tedesco a fronte
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Vita di Galileo. Testo tedesco a fronte - Bertolt Brecht - copertina
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Vita di Galileo. Testo tedesco a fronte Bertolt Brecht
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Descrizione

«La verità riesce ad imporsi solo nella misura in cui noi la imponiamo; la vittoria della ragione non può essere che la vittoria di coloro che ragionano.»

Il testamento spirituale di Brecht, un ritratto fortemente chiaroscurato e volutamente contraddittorio del grande scienziato pisano, la cui indefessa ricerca della verità si trasforma a poco a poco in una sorta di vizio, di personale, quasi narcisistica intemperanza intellettuale. La presente edizione offre un'ampia introduzione, che situa l'autore e l'opera nel loro contesto storico e letterario, il testo originale nella versione definitiva e integrale con la traduzione a fronte, un corredo di note a piè di pagina che chiariscono le difficoltà linguistiche e forniscono precisazioni culturali, d'ambiente e di costume.

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Dettagli

3
2014
Tascabile
13 gennaio 2014
XXVI-258 p.
9788806219093

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Carmine alterio
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Leben des Galilei è un’opera teatrale scritta da Bertolt Brecht pubblicato per la prima volta tra il 1938 e il 1939, incentrata sulla vita dello scienziato Galileo Galilei, in particolare sulle sue ricerche scientifiche e sugli sforzi per rendere pubbliche le sue scoperte. Ma una società basata principalmente sulla fede in Dio e nella chiesa non si permetteva che fossero divulgate informazioni che potessero mettere in discussioni ciò che era stato precedentemente accettato e divulgato dalla stessa. Lo spettatore assiste dall’inizio del dramma a una lenta regressione del pensiero di Galileo che, se all’inizio è una persona convinta delle sue ricerche, ma soprattutto convinta che la ragione umana possa prevalere sull’ignoranza e sulla fede cieca, alla fine dovrà a malincuore constatare che maggior parte delle persone pur di non devastare l’universo tranquillo in cui vive e rimanere dunque al “sicuro” preferisce chiudere gli occhi davanti alla verità. Ci si accorgerà poi che questo processo è inevitabilmente alimentato da chi detiene il potere e ha troppo paura di perderlo davanti a qualsiasi rivelazione che potrebbe cambiare la realtà a cui si è abituati a credere. E chi lo detiene ha ripetuto così tante volte queste bugie, che ha finito per crederci egli stesso, pur riconoscendo inizialmente il vero stato delle cose. È un circolo vizioso che purtroppo porta sempre e comunque alla vittoria del prepotente sulla verità. Ancora una volta Brecht con il suo teatro ci dimostra che a nulla valgono le emozioni e sentimenti, perché questi non riusciranno mai a far cambiare l’uomo e il mondo in cui viviamo. In particolare la vicenda di Galileo si ambienta bene negli anni in cui l’opera è stata scritta dal drammaturgo tedesco. Erano gli anni in cui si cominciava a presagire un secondo scontro mondiale e quelli in cui grandi scoperte scientifiche sarebbero state utilizzati come strumento del potere e non come progresso dell’umanità. E così come Galileo alla fine sarà costretto ad ammettere la sua sconfitta e a rimanere sotto il controllo della chiesa, così l’uomo nella prima metà del novecento è stato costretto ad assistere inerme all’utilizzo del proprio intelletto come arma da combattimento.

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Antonio Improta
Recensioni: 5/5

Un tuffo nel passato, quando ancora le scoperte scientifiche erano spesso frutto di costrette abiure o, nel peggiore dei casi, al rogo (Giordano Bruno). Vita di Galileo non è soltanto un'opera teatrale, è l'ecosistema del '600, la cultura e i pensieri di un'epoca ancora scettica sulle nuove scoperte scientifiche, specialmente per quanto riguarda il cosmo e il sistema dell'universo. Da un grandioso autore come Brecht, non ci si poteva aspettare di meno. L'opera sembra molto una trascrizione di una registrazione audio tenuta nascosta per anni e solo nell'ultimo secolo ritrovata e riportata alla luce. La paura, spesso, frena ogni altro sentimento, ed è il caso di Galileo che, terrorizzato da una probabile tortura (o condanna a prigione o morte) decide di abiurare sulle scoperte scientifiche di cui ha appena reso partecipe l'Italia. Visto dalla maggior parte come un vigliacco, in realtà ha in mente il suo "piano b", quello di scrivere in pace le sue tesi per poi successivamente diffonderle grazie ad un suo fedele studente, Andrea, in Olanda, dove non esistevano questi tipi di problemi. "Sventurata la terra che non ha eroi", esordisce Andrea al quale Galileo ribatte: "Sventurata la terra che ha ancora bisogno di eroi".

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Bertolt Brecht

1898, Augusta

Scrittore e uomo di teatro tedesco. Nato in un'agiata famiglia borghese, entra giovane in contatto con gli ambienti dell'avanguardia artistica di Monaco e Berlino. Contestualmente abbandona gli studi di medicina e si dedica a tempo pieno all'attività letteraria. È negli anni Venti che incontra e abbraccia la teoria marxista.L'esilio dalla Germania nazionalsocialista lo porta in Svizzera, Danimarca, Svezia, Finlandia e Stati Uniti. Nel 1948 rientra in Europa, e si stabilisce a Berlino Est dove, assieme alla moglie Helene Weigel, fonda (1949) il Berliner Ensemble, cui dedicherà la gran parte del suo tempo negli ultimi anni di vita. Formatosi nel clima dell'espressionismo e del dadaismo, Brecht si ritaglia comunque uno spazio poetico di grande originalità sin dai primi...

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