Uno scenario suggestivo e intrigante. Le vicende non si perdono in convenevoli e si va subito al sodo e l’atmosfera creata dall'autrice è molto suggestiva. Mi sembrava di essere immersa nei boschi oscuri con i personaggi. Lo stile dell’autrice è scorrevole e accattivante e c’è sicuramente una buona dose di romance per gli amanti del genere. La protagonista è una ragazza coraggiosa e impertinente mentre la controparte maschile misteriosa e affascinante. Ho apprezzato molto la crescita dei personaggi, mentre l’unica cosa che mi è dispiaciuta è il fatto che questo romanzo non fosse auto conclusivo.
Wintersong
L'inverno si avvicina, e il Re dei Goblin sta per partire alla ricerca della sua sposa... Sin da quando era una bambina, Liesl ha sentito infiniti racconti sui Goblin. Quelle leggende hanno popolato la sua immaginazione e ispirato le sue composizioni musicali. Adesso ha diciotto anni, lavora nella locanda di famiglia e sente che tutti i sogni e le fantasticherie le stanno scivolando via dalle mani, come minuscoli granelli di sabbia. Ma quando sua sorella viene rapita dal Re dei Goblin, Liesl non ha altra scelta che mettersi in viaggio per tentare di salvarla. E così si ritrova catapultata in un mondo sconosciuto, strano e affascinante, costretta ad affrontare una decisione fatale.
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Laura Crottini 16 maggio 2018
Creature leggendarie ed esseri umani, così lontani eppure così vicini; così diversi eppure così simili... legati da un amore in grado di spezzare le barriere fra i mondi. I temi centrali in questo romanzo sono sicuramente l’amore e il sacrificio, ripresi e analizzati sotto molteplici aspetti e diversi punti di vista, il tutto incorniciato dalla musica, presenza portante (e costante) in questo libro; la musica emerge prorompente dalle pagine dell’autrice, al punto che ti pare quasi di poterla sentire, infatti le descrizioni sono il forte di questo libro, soprattuto quelle di fenomeni “ineffabili” come appunto suoni, odori e profumi. Consigliato a tutti coloro che vogliono struggersi in un amore forte, passionale e complicato; ma anche a tutti coloro che amano la musica e a chi - come me - non sa resistere al fascino delle creature della notte, con il loro fascino e il loro alone di mistero.
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Se siete alla ricerca di un fantasy nel senso stretto del termine, allora questo non è il libro che fa per voi. D’altra parte, non lo consiglio nemmeno a chi è in cerca di una storia d’amore da batticuore in stile harmony, perché non lo è affatto. “Wintersong” è una storia di crescita, una storia sul diventare donna. “Wintersong” è la storia di Elisabeth. Tutto il resto, passa in secondo piano. La storia d’amore, così come ogni ostacolo che si è trovata a dover affrontare, è solo un elemento di sfondo che serve a trasformare la piccola Liesl nella più adulta Elisabeth. Relegare “Wintersong” entro i confini di un romanzetto rosa mi pare un vero e proprio insulto ad un libro che vuole celebrare le donne e i loro desideri, che mostra come una donna possa scegliere di essere egoista in un’epoca in cui i suoi sentimenti vengono invece calpestati e messi in secondo piano e scegliere di mettere se stessa davanti a tutto e tutti. Elisabeth è cresciuta con i racconti del Sottosuolo e le leggende sull’Erlkönig e mai avrebbe creduto che queste leggende potessero essere reali. Le sue convinzioni iniziano a vacillare quando comincia ad essere seguita da un misterioso uomo “alto, pallido ed elegante”. Perché lo sconosciuto nascosto sotto al mantello altri non è che l’Erlkönig in persona, il Re dei Goblin, venuto dal Sottosuolo per reclamare la sua moglie terrestre. . Quando l’Erlkönig rapirà sua sorella, Liesl sarà disposta a sacrificare se stessa per salvarla? Sarà disposta a sacrificare se stessa per salvare il mondo intero? Ciò di cui ho sentito più la mancanza è senza dubbio il world-building. Purtroppo l’autrice non si è molto soffermata sulla costruzione e la descrizione del suo mondo sotterraneo. Mi è sembrato come se stesse dicendo: “Ti ho detto che il romanzo è ispirato a “Labyrinth”, no? E allora l’ambientazione è quella, già la conosci. Non c’è mica bisogno che te la descriva.” E quindi ho rispolverato i miei ricordi dei corridoi terrosi e delle porte magiche del film per creare da me la scenografia della storia. Ammetto che la cosa mi ha un tantino infastidita. Al contrario, invece, i personaggi sono molto ben costruiti e dettagliatamente delineati. Elisabeth è un personaggio incredibile, con più difetti che pregi, a dirla tutta. Ed è proprio per questo che l’ho amata così tanto, perché è davvero realistica e genuina. Ho apprezzato davvero tanto il suo percorso di crescita, coerente e credibile fino alla fine. E a proposito del finale… L’ho trovato perfetto! Un epilogo – che poi epilogo non è – degno di Elisabeth, e che mi ha resa orgogliosa neanche fosse figlia mia, tanto da farmi sprofondare in un mare di lacrime. E poi, vogliamo parlare dell’Erlkönig? Affascinante, misterioso, semplicemente perfetto. Non vedo l’ora di leggere il sequel, “Shadowsong”, per poter scoprire di più sulla sua vita e far diradare così la nebbia che aleggia attorno alla sua figura. Ma la vera magia di questo romanzo risiede nella musica! Ah, che meraviglia! La componente musicale è ciò che accompagna l’intero romanzo. Scale musicali, violini e pianoforti sono gli elementi che scandiscono la vita di Liesl. Già dalle prime frasi si intuisce quanto la musica sia importante per questo romanzo. Innanzitutto, l’intera storia è strutturata come qualsiasi overture che si rispetti. La copertina recita: “Un labirinto di bellezza e oscurità, musica e magia. Questo è il mondo in cui ti perderai”. Beh, per me è stato davvero così. È incredibile il modo in cui l’inchiostro sembri muoversi sulle pagine, come ad andare a formare un pentagramma senza fine, un intreccio di note che danzano e scandiscono la vita di Liesl, minuto per minuto. E la musica cresce con lei, diventa più matura, più consapevole man mano che si girano le pagine. Questa è una delle cose che ho amato più di tutto, il modo in cui Elisabeth si libera di Liesl attraverso le sue stesse note che vibrano nell’aria, selvagge e indomite, proprio come il suo cuore. Io, che ho amato profondamente “Wintersong”, ve ne consiglio la lettura, nonostante ci sia la possibilità che non vi entusiasmi tanto quanto ha entusiasmato me. È un libro molto controverso: o lo si ama o lo si odia, non c’è una via di mezzo. Posso solo dirvi che se amate la musica, le leggende tedesche e le favole, dovete almeno dargli una possibilità. Se poi siete fan di “Labyrinth”, de “La Bella e la Bestia” e di Mozart, allora sono assolutamente sicura che lo amerete!
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