Sin dalla presentazione firmata dallo stesso autore, in questo romanzo d’esordio edito da Wordmage, Emanuele Arcuri dichiara apertamente la sua ispirazione da L’Albatros di Charles Baudelaire, dove l’uccello è il bambino-vittima mentre i pescatori sono i bambini-predatori. La prefazione di Giuseppe Gullo, aldilà dell’inevitabile citazione di Libro Cuore (1886) di Edmondo De Amicis, spoilera parte del libro che ci apprestiamo a leggere. La prefazione del resto c’è già, a firma dello stesso Arcuri come le sue Note sulla definizione di bullismo e sulla convergenza/divergenza dell’essere uguali e dell’essere diversi. Si chiude con i Ringraziamenti (più un “ringraziamento particolare” o simpatico) e una malinconica poesia dedicata a Bologna, musa in parte ispiratrice di questo racconto. Il racconto a scatole cinesi è intrigante: l’io narrante non è il protagonista della storia, si chiama Paolo ed è nato in un’epoca recente che oggi definiremmo “antica.” Diventato professore nel borgo medievale della immaginaria Sommalunga (nomen omen, attraverso il quale possiamo immaginare la Chiusa Sclafani di cui è nativo Arcuri), situata nell’entroterra siciliano (dettagli questi ricordati più volte come se i diversi capitoli fossero le diverse “puntate” di una storia), Paolo darà ripetizioni di letteratura francese ad Andrea, un ragazzo venuto a chiedere il suo aiuto. Il professore e l’allievo sono accomunati dalla passione verso i poeti maledetti francesi, ed è perciò che l’insegnante identificherà il suo alunno come un albatros. La particolarità di questo albatros è il fatto di venire bullizzato non per menomazioni fisiche o cognitive, ma perché “studia” in un paese dove lo studio non è una prerogativa. A fronte di questo spunto interessante, non ci vengono forniti dettagli approfonditi sulle violenze subite, o sui soprannomi appioppatigli dai compagni di classe, come a voler proteggere la vittima a tutti i costi. Con un punto di vista meno parziale avremmo sofferto anche noi insieme alla vittima designata. Nonostante i capitoli brevi che favorirebbero i colpi di scena, lo stile descrittivo privilegia la forma del saggio piuttosto che la dimensione narrativa. Infatti nel finale la “trasformazione” del professore (alter ego dello scrittore) non si materializza sul versante delle azioni quanto su quello dell’impegno civile e sociale: le due “confessioni” catturate a due bulli cresciuti (di cui solo uno è realmente pentito) rientrano in un contraddittorio volto ad avvalorare una tesi della quale l’autore ha sempre dichiarato di essere un sostenitore...
Ali di gigante
Per Andrea è arrivato il momento di lasciare il piccolo borgo siciliano di Sommalunga e aprirsi al mondo. Un viaggio diventa l'occasione per lasciarsi alle spalle tanti momenti della sua vita passata che ricorderà solo con l'aiuto di un vecchio professore durante lunghi e piacevoli pomeriggi di studio prima degli esami di maturità. I versi di una poesia lo aiuteranno a fare i conti con un dolore da cui non vorrà più fuggire. Grazie a quel professore Andrea riuscirà a spiegare le sue ali di gigante e a riprendere il volo.
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Anno edizione:2019
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In commercio dal:1 gennaio 2019
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Libri Senza Gloria Blog Pop Nerd 29 febbraio 2020
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