Sentite le obiezioni dei governi ad Enrico Malatesta: “E quelli che spargessero l’infezione in un paese, rifiutandosi di sottomettersi alle regole igieniche riconosciute utili dalla scienza?” Ma non è attualissimo, nella prima pandemia globalizzata del coronavirus? E’ stato scritto nel 1891 e Malatesta risponde ai governanti di tutte le epoche. Ed è quasi curioso che oggi nel 2022 il ministro della salute provenga da un gruppo parlamentare denominato “Liberi e uguali”: nessun errore, senonché Malatesta aveva già al tempo scritto della “costituzione di una società di liberi ed uguali, fondata sull’armonia”. E lo rafforza anche alla fine: “A chi è oppresso e vilipeso, noi diremo come si può vivere felicemente in una società di liberi e di uguali”. Si sarà girato nella tomba, povero Malatesta, lui che il governo non lo voleva proprio! Ma è sempre vivo fino a quando il “limite all'oppressione del governo è la forza che il popolo si mostra capace di opporgli”.
L' anarchia e il nosto programma
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Anno edizione:2014
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Andrea M. 13 gennaio 2022Malatesta e il covid
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