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Nationality Letteratura: Francia
Gli antimoderni. Da Joseph De Maistre a Roland Barthes
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Gli antimoderni. Da Joseph De Maistre a Roland Barthes - Antoine Compagnon - copertina
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antimoderni. Da Joseph De Maistre a Roland Barthes

Descrizione


Non vi è forse epoca che non sia stata attraversata dal rifiuto del cambiamento e dal rimpianto della tradizione perduta.

«Chi sono gli antimoderni? [...] Non tutti i campioni dello status quo, i conservatori e i reazionari di ogni sorta, non tutti gli ipocondriaci delusi del proprio tempo, gli immobilisti e gli oltranzisti, gli accidiosi e i micragnosi, ma i moderni non entusiasti dei Tempi moderni, del modernismo o della modernità, o i moderni che furono tali loro malgrado, moderni lacerati o anche moderni intempestivi.»

Non vi è forse epoca che non sia stata attraversata dal rifiuto del cambiamento e dal rimpianto della tradizione perduta. Tuttavia, ed è la tesi che alimenta queste pagine, se i tradizionalisti ci sono sempre stati, lo stesso non si può dire degli antimoderni. Gli antimoderni non sono figure semplicemente mosse dall’eterno pregiudizio contro il cambiamento, e dunque fantasmi del passato che si aggirano in ogni tempo. Gli antimoderni, nel senso proprio, moderno, della parola, hanno una data di nascita precisa: il 1798, l’anno in cui la Rivoluzione francese segna una rottura decisiva e una svolta fatale; hanno una casa: la letteratura; e posseggono un’attitudine tutta loro: una relazione particolare con la morte, con la malinconia, con il dandismo, con il disincanto che li fa sembrare più moderni dei moderni, come eroi ultramoderni dell’antimodernità. Da Joseph de Maistre a Roland Barthes, passando per François-René de Chateaubriand, Charles Baudelaire, Léon Bloy, Marcel Proust, Pierre Drieu la Rochelle, André Gide, Jacques Rivière, Jean Paulhan, Julien Gracq, André Breton, Maurice Blanchot e tanti altri, il genio antimoderno si è rifugiato, per Antoine Compagnon, nella letteratura, ma non nella letteratura genericamente intesa, bensì in quella «che noi qualifichiamo moderna, nella letteratura che è diventata canone della posterità», e «la cui resistenza ideologica è inseparabile dalla sua audacia letteraria». Così, diversamente dalla vita politica, in cui, dalla Rivoluzione francese in poi, trionfa una candida apologia del moderno del tutto priva di modernità, la vita letteraria degli antimoderni, di coloro che hanno perso l’innocenza del moderno, appare, in questa importante opera dedicata alle figure più rilevanti della letteratura francese, segnata da una «reale e duratura modernità».
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Dettagli

2017
30 novembre 2017
720 p., Brossura
Les antimodernes
9788854515192
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Indice

Indice

Introduzione
I moderni in libertà

Le idee

I. Controrivoluzione
II. Antilluministi
III. Pessimismo
IV. Peccato originale
V. Sublime
VI. Vituperazione

Gli uomini

I. Chateaubriand e Joseph de Maistre dietro a Lacordaire
II. Antisemitismo o antimodernismo, da Renan a Bloy
III. Péguy tra Georges Sorel e Jacques Maritain
IV. Thibaudet, l'ultimo critico felice
V. Julien Benda, un reazionario di sinistra alla «NRF»
VI. Julien Gracq tra André Breton e Jules Monnerot
VII. Roland Barthes nelle vesti di san Policarpo

Conclusione
I reazionari di fascino

Postfazione
Dopo gli antimoderni

Nota bibliografica
Note
Indice dei nomi

Valutazioni e recensioni

Recensioni: 4/5

La tesi di Antoine Compagnon è che i veri antimoderni non sono semplicemente i reazionari e i conservatori ma rappresentano i veri moderni ma non gli apologeti di esso ma quelli che ne hanno perso l'innocenza. Secondo l'autore il disincanto verso la modernità comincia con quell'evento capitale che fu la rivoluzione francese. A partire da ciò la prima parte si occupa in particolare di De Maistre, Baudelaire e Chateaubriand mentre la seconda parte si occuperà dell' ottocento e del novecento. In ogni elemento di questa ricognizione ciò che preme all'autore è dimostrare come non esista moderno senza anti moderno perché questo rappresenta la più radicale esigenza di libertà e di critica.

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Antoine Compagnon

1950, Bruxelles

Critico letterario, scrittore e docente francese. Figlio di un generale di corpo d'armata, ha studiato ingegneria all'École polytechnique.Si occupa di letteratura francese e comparata, materia di cui è docente alla Sorbona e alla Columbia University.Dal 2006 fa parte dell'Haut Conseil de l'éducation ed è stato chiamato al Collège de France.È stato visiting professor all'Università della Pennsylvania e al All Souls College di Oxford ed è cavaliere della Legion d'onore.Dal 2007 è professore onorario all'École des hautes études commerciales de Paris e presidente del comitato scientifico dell'École normale supérieure.Contribuisce alla redazione di moltissime, prestigiose riviste culturali.Fra le sue...

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