Bellissimo e consigliato a tutti, in particolare ai giovani che l'apartheid lo studiano sui libri di storia. Temevo che le necessarie digressioni sulla politica potessero renderlo noioso, ma non avevo tenuto conto della prosa di Lapierre che riesce ad umanizzare qualunque evento. In certi momenti si riesce persino a provare simpatia per i terroristi. Mi ha colpito in particolare un'osservazione: i più grandi crimini dell'uomo sull'uomo non sono affatto dovuti ad una classe di ricchi e potenti che opprime i poveri diseredati, al contrario! Sono i perdenti, i diseredati, i caduti in miseria, che, nella speranza di riconquistare il perduto status sono disposti ad appoggiare le frange più estremiste nelle proposte politiche più criminali. Mi ha turbato l'analogia con certi discorsi che si sentono anche da noi...
Sei aprile 1652. Un manipolo di coloni olandesi sbarca sull'estremità più meridionale del continente africano. Questi uomini hanno una missione delicata e precisa: coltivare pianticelle di insalata per rifornire di vitamine gli equipaggi delle navi della Compagnia olandese delle Indie orientali in transito, decimati dallo scorbuto. Nessuna grande ambizione di conquista coloniale, ma passerà poco tempo prima che gruppi di avventurieri voltino le spalle al mare per addentrarsi nelle foreste infestate di animali feroci e mosche tse tse, alla conquista della "Terra promessa". La macchina inesorabile della Storia si è ormai avviata, e il primo capitolo di un'epopea di infamia e redenzione è stato scritto. Convinti dalla fede calvinista di essere il nuovo popolo eletto, i coloni presto rinnegheranno la madrepatria, affronteranno le tribù nere, i cercatori d'oro e di diamanti, e le temibili tuniche rosse della regina Vittoria, fino a macchiarsi di una delle più grandi tragedie del Novecento: l'instaurazione dell'apartheid. Una piccola comunità di quattro milioni di bianchi sottometterà con la forza una popolazione sei volte maggiore di neri, dando vita a un regime razzista che causerà centinaia di migliaia di vittime. A questo orrore riusciranno a porre fine la volontà e il coraggio di veri e propri eroi come Chris Barnard, Helen Lieberman e soprattutto, dopo ventisette anni passati in carcere, un gigante del nostro tempo, Nelson Mandela.
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in ottavo paperback 345 9788856501476 Ottimo (Fine) Libro usato proveniente da collezione privata. La copertina riporta lievi tracce d'uso. Interno in perfette condizioni. Firma in prima pagina. Immagini fuori testo.
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Anno edizione:2009
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MARTA SAPONARO 08 settembre 2010
diquesto autore avevo letto "la città della gioia" tantissimo tempo fa. Poi con i mondiali in Sudafrica ho deciso di leggere un libro che trattasse di questo argomento e girovagando nel sito ho trovato questo. Mi ha incuriosito perché tratta l'argomento sotto l'aspetto storico: dagli inizi, quando i bianchi approdano su questa terra, che è considerata magica, ai giorni odierni. E' stato assai interessante ed è scritto in modo molto scorrevole. Ho scoperto fatti che non conoscevo e se già ammiravo Mandela, oggi ci sono nuove persone che apprezzo e stimo in egual misura.Secondo me dovrebbe essere una lettura consigliata anche e soprattutto agli studenti perché in effetti il razzismo non ha confini e non ha tempo. La nostra società ancora oggi soffre di questo gravissimo problema e forse letture di questo genere potrebbero essere di aiuto per far comprendere che al di là di qualsiasi religione, governo e ideologia noi siamo tutti uguali e non dovrebbe mai esistere la supremazia di un uomo su un altro uomo.
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