Bardo. Morte, post-mortem e stati intermedi secondo lo Dzogchen tibetano
Sebbene il termine Bardo si riferisca spesso agli stati post-mortem, gli insegnamenti spirituali tibetani impiegano in realtà questa espressione per definire l’insieme delle istruzioni che l’adepto dovrebbe applicare per conseguire la suprema Liberazione nel corso della vita, della pratica meditativa, durante il sonno, al momento della morte e infine durante gli stati post-mortem veri e propri. Il testo descrive i principi basilari associati a questi stati specifici secondo la prospettiva dello Dzogchen della scuola Nyingmapa: la più antica tradizione buddhista del Tibet. “...Alcuni yogi hanno la capacità di raggiungere la Liberazione quasi istantaneamente contemplando le visioni della Realtà che sorgono e si manifestano come mandala caleidoscopici durante questo Bardo. Per altri, il processo del risveglio impiegherà cinque giornate del Bardo, durante le quali essi contempleranno ogni giorno una specifica luce (blu, bianca, gialla, rossa e verde), ognuna simboleggiante una delle cinque Saggezze ed uno dei cinque Jina...” www.loupdessteppes.com
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Anno edizione:2023
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