Sono contento del ritorno in libreria di Bazzi, benché non abbia amato così tanto corpi minori. Graditissimo e atteso libro, mio ma credo di tantissimi lettori. Non delude le aspettative; lo fa con i suoi temi storici e con la impietosa analisi che da sempre lo accompagnano. Parlerà, pertanto, ancora una volta di orientamento sessuale, carovita o caro affitto a milano, incomprensioni editoriali ( è un eufemismo), lutti dolorosi a cui non si sottrae per nulla ma che diventano una valvola per andare avanti attraverso la scrittura, le immancabili contestazioni familiari, da cui forse tutto o molto ha origine .. è il consueto Jonathan Bazzi, che tanto amiamo e a cui auguriamo tanta fortuna. Lo consiglio con convinzione
Bestiola
Con una scrittura che non risparmia nulla e illumina l'inammissibile e la vita nascosta, in Bestiola Jonathan Bazzi trova le parole più intime e radicali per ciò che siamo abituati a lasciare che ci stravolga in silenzio. Rivendicando l'anomalia, ci consegna una storia stratificata e ibrida, umana e animale insieme, e una piccola etica della tenerezza. Aprirsi all'altro non umano, qui, non è semplice consolazione: diventa il solo modo che il protagonista trova per restare al mondo, bestia tra le bestie, fidandosi solo della pelle.
Sono sedici anni che Mirtilla e Purè vivono insieme al protagonista di questa storia: è grazie a loro che lui ha imparato ad allargare i confini del proprio io, a prendersi cura e a proteggere. Nel nostro tempo e in una città come Milano, dove tutto è corsa sfrenata al profitto e alla performance, i due gatti sono diventati un contro-incantesimo ai ricatti delle piattaforme. Un antidoto che lo riporta a una realtà di contatto pelle a pelle, a ciò che viene prima del linguaggio, dei ragionamenti, delle strategie per vincere. Ma quando Mirtilla muore, ogni cosa deflagra: come si fa a trovare un posto al dolore, in assenza di riti condivisi? Che forma dare a un lutto clandestino, a cui non è concessa legittimità? Per celebrare questa esistenza ritenuta minore, il protagonista, dopo un letargo di tre anni e in balia di precarietà e traslochi, si rimette a scrivere: perché lei splenda ancora e il vuoto non si mangi tutto. Accanto a Mirtilla, altre presenze vivide affollano le pagine, guardiani di soglie e creature liminali: Jofi, la chow-chow che Freud portava sempre alle sedute; il terranova Carlo, complice muto di Emily Dickinson; Korasek, l'inseparabile corvo della biologa Simona Kossak. E l'animalità diventa una chiave attraverso cui raccontare la differenza di classe, la neurodivergenza, le ferite narcisistiche e le tante forme possibili di famiglia.
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Anno edizione:2026
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carmine 11 ottobre 2026È un bel libro
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