Il bosco del timido cervo. Ediz. illustrata
Il capriolo, che viene anche chiamato “il piccolo cervo”, è il simbolo del “Bosco Wwf di Vanzago” dove insiste da tempi memorabili una stabile e numerosa popolazione: presente ovviamente già prima che si istituisse l’area protetta; ma anche antecedentemente alla riserva di caccia di Ulisse Cantoni che riuscì a incrementare la popolazione per fini venatori sino alla fine degli anni Settanta. Cronache del medioevo identificavano l’area di Vanzago, Arluno e Mantegazza come boschi ricchi di fauna compreso il capriolo e, addirittura, il lupo che vivevano negli ampi querceti ormai derelitti. Alla fine degli anni Settanta Ulisse Cantoni, l’industriale proprietario della riserva di caccia, fece quello che è risultato il primo lascito testamentario al Wwf. Fortunatamente, seguito, appena qualche anno dopo, da quelli di altri che hanno permesso al Wwf di salvaguardare lembi naturalisticamente interessanti che, diversamente, avrebbero seguito la triste sorte della maggior parte del territorio italiano oggetto di antropizzazione, speculazione e sfruttamento.
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