Libro magnifico: Bucaneve di Mélissa Da Costa è una lettura che cura, un romanzo che trasforma solitudini in cura collettiva attraverso personaggi vivi e irriducibili. La storia racconta la rinascita di Ambre, ventenne ferita da una relazione tossica, che trova rifugio come stagionale in uno chalet alpino dove altri giovani e meno giovani portano le proprie ferite; lì, tra turni, ciaspolate e notti condivise, le solitudini si toccano, si graffiano e lentamente si rimarginano. Ho trovato la complessità emotiva dei personaggi straordinaria: non sono archetipi ma persone intere, contraddittorie, spesso sgradevoli e insieme irresistibilmente umane. Ambre non è una protagonista “da manuale”: è fragile, sbagliata, a tratti egoista, e proprio per questo credibile; la sua solitudine diventa il motore che mette in movimento tutte le altre. Il libro non fa sconti, né nelle parole con cui i personaggi tentano di ferirsi, né negli atteggiamenti autodistruttivi, dissoluti. Particolarmente di pregio il fatto che il libro non emetta giudizi mai: è tutto in mano ai personaggi e al lettore. La forza del romanzo sta nella capacità dell’autrice di costruire mondi interiori distinti per ciascun personaggio — Tim, Rosalie, Wilson e gli altri — e di farli interagire con dialoghi che suonano veri, con screzi che non sono mai gratuiti e con relazioni che nascono e naufragano come nella vita reale. Lo chalet e i suoi proprietari assumono il ruolo di luogo sacro e terapeutico: quasi divinità che custodiscono un microcosmo dove chi è ferito può leccarsi le ferite e ripartire. La scrittura è scorrevole, centrata sulle azioni e sui pensieri, e il ritmo è costruito sulle relazioni quotidiane: è un romanzo che si regge sulle piccole cose — un turno in sala, una ciaspolata, una confessione notturna — e che per questo risulta profondamente terapeutico. Offre spunti di analisi su solitudine, resilienza e cura di sé senza mai diventare didascalico.
Bucaneve
Bucaneve è un racconto delicato sull’amicizia e sulle seconde possibilità, un inno a tutto ciò che la vita, nel bene e nel male, ha da offrirci. Perché anche dove la neve è più dura, i petali del bucaneve trovano la forza di riaffiorare in attesa di una nuova primavera.
«In una natura bellissima, qualcuno fiorirà nel gelo, come i bucaneve.» - Corriere della Sera
Ambre ha vent’anni e i capelli tinti di nero corvino, ha davanti la vita ma non riesce a vederla. È l’amante segreta di un professore quarantenne, padre di famiglia, che la custodisce in un appartamento pensato per attenuare le mancanze del loro amore e il dolore per un futuro che non potranno avere. Ma quando il vuoto diventa così grande da provare a risucchiarla, ad Ambre si apre un’inaspettata via di fuga: il lavoro come cameriera stagionale in un albergo ad Arvieux, sulle Alpi francesi, un paesino immerso in un panorama fiabesco dai cieli color carta da zucchero e dalle montagne innevate. Ma, più che il paesaggio, sono gli abitanti a illuminare la vita di Ambre, e ad aprirle gli occhi sulle alternative che la vita ci offre, tra sogni, fragilità, entusiasmi, delusioni. Giorno dopo giorno, tra un turno in sala e una ciaspolata nei boschi di larici, Ambre incontra Tim, l’aiuto cuoco ripudiato dalla famiglia, Rosalie, che affronta la paura dell’abbandono insieme alla sua bambina appena nata e Wilson, che preferisce la natura agli uomini. E così, mettendo piede nei loro silenzi, esce dal suo.
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Autore:
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Traduttore:
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Collana:
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Anno edizione:2024
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Ely 15 luglio 2026Sfaccettature di umanità
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paolettaamelie 30 luglio 2025delicato moderno e godibile
Questo libro me lo sono davvero gustato . Ho provato una empatia forte per la protagonista . I personaggi sono talmente delineati bene che ti sembra di conoscerli. Pagina dopo pagina inizi a sentirti quasi parte della storia . La trama non è chissà cosa, non accade nulla di particolare, ma si scava nei sentimenti e nei legami . Credo leggerò anche il seguito . Autrice per ora promossa a pieni voti !
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Lysa 29 giugno 2025Dolci parole
Melissa da costa anche in questo libro riesce a dare un esempio di rinascita e forza. Una ragazza che si sente inadatta e fa spesso scelte sbagliate si ritrova a ricominciare da capo per poter rinascere e lo fa lasciandosi aiutare dalle persone che la circondano. Perfetti sconosciuti come sconosciuti sono i posti che inizia a frequentare, ma sono proprio questi posti e persone che incontri sulla tua strada che fanno poi di te ciò che sei, perché ti riempiono e lasciano il segno.
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