Mi aspettavo un libro completamente diverso. Pensavo di trovare soprattutto un racconto della carriera cinematografica di Carlo Verdone: i film, i personaggi più famosi, gli aneddoti dal set, il dietro le quinte della sua comicità. Invece La carezza della memoria sorprende proprio perché sceglie una strada molto più personale e intima. Verdone non costruisce una classica autobiografia celebrativa. Racconta piuttosto il passaggio delicato tra la giovinezza e l’età adulta: la famiglia, il rapporto con il padre, gli amici, Roma, le paure, le passioni, gli incontri e gli anni in cui cercava ancora il proprio posto nel mondo. È il racconto dell’uomo prima ancora del personaggio pubblico. La parte più bella del libro, secondo me, è proprio questa capacità di ricreare l’atmosfera della fine degli anni ’70 e dell’inizio degli anni ’80. Pur appartenendo a una generazione diversa dalla mia, Verdone riesce a trasmettere perfettamente il clima culturale e umano di quegli anni: una Roma ancora autentica, i primi passi nel mondo dello spettacolo, la gavetta, i sogni e quell’Italia sospesa tra malinconia e leggerezza. Il libro si interrompe proprio nel momento in cui Carlo Verdone smette di essere soltanto Carlo e diventa “Verdone”, il personaggio conosciuto dal grande pubblico dopo No Stop. Ed è una scelta narrativa intelligente, perché mantiene il racconto umano e mai autocelebrativo. La scrittura è semplice, elegante e molto scorrevole. Sembra quasi di ascoltarlo parlare con la sua voce, con quella miscela di ironia, sensibilità e nostalgia che ha sempre caratterizzato anche il suo cinema. Un libro sincero, delicato e scritto davvero bene. Da leggere, soprattutto se si ama il Verdone più malinconico e umano, non soltanto quello comico.
La carezza della memoria
Leggendo queste pagine si ride, si sorride, ci si commuove, si riflette; si fa un viaggio nel tempo su treni lentissimi con compagni di viaggio sorprendenti, celebrità e persone comuni, ugualmente illuminate dallo sguardo dell’artista e dell’uomo.
«Il miglior film di Verdone è un libro.» - Antonio D'Orrico, la Lettura
Fotografie. Nascoste dentro cassetti, infilate nelle pagine di vecchi libri, ammucchiate alla rinfusa in uno scatolone. La memoria è una scatola da aprire e guardare per ricordare e raccontare partendo dal disordine delle immagini. Ogni racconto è un momento di vita vissuta rivisitato dopo tanto tempo: dal legame col padre ai momenti preziosi condivisi con i figli Giulia e Paolo, dai primi viaggi alla scoperta del mondo alle trasferte di lavoro, dalle amicizie romane a un delicato amore di gioventù. Ovunque, sempre, il gusto per l’osservazione della commedia umana, l’attenzione agli altri – come sono, come parlano, come si muovono – che nutre la creazione dei personaggi cinematografici, e uno sguardo acuto, partecipe, a tratti impietoso a tratti melanconico su Roma, sulla sua gente, sul mondo. Leggendo queste pagine si ride, si sorride, ci si commuove, si riflette; si fa un viaggio nel tempo su treni lentissimi con compagni di viaggio sorprendenti, celebrità e persone comuni, ugualmente illuminate dallo sguardo dell’artista e dell’uomo.
-
Autore:
-
Editore:
-
Collana:
-
Anno edizione:2023
-
Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
-
JANKA 28 maggio 2026Quando Carlo Verdone racconta sé stesso
-
ANDRICCI 28 maggio 2026Il Verdone più intimo e sorprendente
Mi aspettavo un libro completamente diverso. Pensavo di trovare soprattutto un racconto della carriera cinematografica di Carlo Verdone: i film, i personaggi più famosi, gli aneddoti dal set, il dietro le quinte della sua comicità. Invece La carezza della memoria sorprende proprio perché sceglie una strada molto più personale e intima. Verdone non costruisce una classica autobiografia celebrativa. Racconta piuttosto il passaggio delicato tra la giovinezza e l’età adulta: la famiglia, il rapporto con il padre, gli amici, Roma, le paure, le passioni, gli incontri e gli anni in cui cercava ancora il proprio posto nel mondo. È il racconto dell’uomo prima ancora del personaggio pubblico. La parte più bella del libro, secondo me, è proprio questa capacità di ricreare l’atmosfera della fine degli anni ’70 e dell’inizio degli anni ’80. Pur appartenendo a una generazione diversa dalla mia, Verdone riesce a trasmettere perfettamente il clima culturale e umano di quegli anni: una Roma ancora autentica, i primi passi nel mondo dello spettacolo, la gavetta, i sogni e quell’Italia sospesa tra malinconia e leggerezza. Il libro si interrompe proprio nel momento in cui Carlo Verdone smette di essere soltanto Carlo e diventa “Verdone”, il personaggio conosciuto dal grande pubblico dopo No Stop. Ed è una scelta narrativa intelligente, perché mantiene il racconto umano e mai autocelebrativo. La scrittura è semplice, elegante e molto scorrevole. Sembra quasi di ascoltarlo parlare con la sua voce, con quella miscela di ironia, sensibilità e nostalgia che ha sempre caratterizzato anche il suo cinema. Un libro sincero, delicato e scritto davvero bene. Da leggere, soprattutto se si ama il Verdone più malinconico e umano, non soltanto quello comico.
-
Pietro 07 giugno 2025
divertente e profondo. bel racconto di una vita vissuta
Le schede prodotto sono aggiornate in conformità al Regolamento UE 988/2023. Laddove ci fossero taluni dati non disponibili per ragioni indipendenti da Feltrinelli, vi informiamo che stiamo compiendo ogni ragionevole sforzo per inserirli. Vi invitiamo a controllare periodicamente il sito www.lafeltrinelli.it per eventuali novità e aggiornamenti.
Per le vendite di prodotti da terze parti, ciascun venditore si assume la piena e diretta responsabilità per la commercializzazione del prodotto e per la sua conformità al Regolamento UE 988/2023, nonché alle normative nazionali ed europee vigenti.
Per informazioni sulla sicurezza dei prodotti, contattare productsafety@feltrinelli.it