Molto bello, forse un poco veloce nel finale
Il caso Fitzgerald
È notte fonda quando una banda di ladri specializzati in furti d'arte riesce a penetrare nel caveau della Princeton University rubando cinque preziosissimi manoscritti originali di Francis Scott Fitzgerald, assicurati per venticinque milioni di dollari. Sembrerebbe un'operazione audace e impeccabile se non fosse per una piccola traccia lasciata da uno dei malviventi. Basandosi su quell'unico indizio l'FBI parte immediatamente alla caccia dei ladri e della refurtiva, impresa che si rivela molto difficile. Ma chi può avere commissionato un furto così clamoroso? C'è un mandante o si tratta di un'iniziativa autonoma? Bruce Cable è un noto e chiacchierato libraio indipendente, appassionato di libri antichi che commercia in manoscritti rari. La sua libreria si trova a Camino Island, in Florida, ed è un punto di ritrovo per gli amanti della lettura. Molti scrittori vi fanno tappa volentieri durante i loro tour promozionali. Forse lui sa qualcosa in merito a questa vicenda? Mercer Mann è una giovane scrittrice che conosce bene quell'isola, dove era solita trascorrere le vacanze con la nonna quando era bambina. Ora è rimasta senza lavoro ed è alle prese con la stesura di un nuovo romanzo che non riesce proprio a scrivere. Chi meglio di lei può essere ingaggiata per indagare da vicino senza destare sospetti sulle misteriose attività di Bruce?
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Autore:
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Anno edizione:2020
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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vi.ttob 23 febbraio 2026
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Geiell 18 ottobre 2025
Un romanzo che scorre veloce ma lascia poco dietro di sé. Il caso Fitzgerald si presenta come un divertissement letterario, un gioco sul mondo dei libri rari e dell’editoria, ma senza la forza narrativa e la tensione morale che hanno reso celebre il miglior Grisham. La trama, per quanto ordinata e ben congegnata, appare prevedibile e priva di reale profondità; il finale, in particolare, risulta troppo lineare per sorprendere davvero il lettore. Di quello che un tempo era il maestro del legal thriller – capace di intrecciare dramma, giustizia e introspezione – rimane solo la fluidità della prosa e la consueta abilità nel costruire ambientazioni credibili. Un libro che si legge con facilità ma conferma, purtroppo, il lento declino creativo di un autore che aveva saputo raccontare l’America delle leggi e delle coscienze come pochi altri.
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Fabiola 10 gennaio 2025Speravo meglio
Il libro nell'insieme non è male, ma sicuramente Grisham ne ha scritti di meglio e carichi di suspance e adrenalina. Adatto per chi cerca un thriller meno intenso e più riflessivo.
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