Il cigno nero - Paolo Scoccimarro - copertina
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Il cigno nero
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Descrizione


Dopo anni trascorsi ai vertici di una grande multinazionale, Paolo si ritrova improvvisamente a fare i conti con il “cigno nero” della sua vita: un evento inatteso che incrina le certezze costruite sulla velocità, sull’ambizione e sul successo materiale. Il rallentamento professionale diventa l’occasione per un viaggio interiore che lo conduce a interrogarsi sul senso dell’autenticità, della gratitudine e della libertà. Tra riflessioni, incontri illuminanti e momenti di crisi, Paolo scopre che la vera crescita non si misura in risultati, ma nella capacità di ascoltare sé stessi e accogliere l’imprevedibile come maestro di vita. "Il cigno nero" è un racconto di rinascita personale e consapevolezza, un invito a trasformare la caduta in opportunità e il cambiamento in un atto di coraggio.

Dettagli

5 dicembre 2025
162 p., Brossura
9791254512357

Valutazioni e recensioni

  • Michele Amoruso
    Il Cigno Nero è quell'occasione di realizzare se stessi

    “Il Cigno Nero” di Paolo Scoccimarro è il racconto di una frattura improvvisa: dopo anni ai vertici di una grande multinazionale, il protagonista si trova a fare i conti con l’evento inatteso che incrina certezze, abitudini, identità. Non è però l’ennesima storia sulla crisi di mezza età, ma il diario di un passaggio più profondo: dalla corsa alla performance a un lavoro di auto‑esame che porta a ripensare radicalmente priorità e obiettivi. Il libro ha l’impianto del romanzo, ma il passo del percorso motivazionale. Scoccimarro intreccia episodi professionali e personali per mostrare come, anziché combattere le sovrastrutture, si possa imparare a muoversi dentro di esse, svuotandole dall’interno. Il “cigno nero” diventa così il simbolo di quell’energia vitale che nasce quando tutto sembra sfuggire al controllo e siamo costretti a rinegoziare il rapporto con noi stessi, con il lavoro, con il successo. Una sezione particolarmente riuscita è quella in cui l’autore smonta alcune massime tipiche della nostra cultura – “Chi lascia la vecchia per la nuova…”, “Il troppo stroppia”, “Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio” – sostituendole con nuove bussole: dall’idea che “non esistono fallimenti, ma solo esperienze” fino all’invito ad “aggiungere vita ai giorni e non giorni alla vita”. Non sono semplici citazioni famose, ma strumenti con cui imparare a leggere diversamente scelte, errori, opportunità. Lo stile è diretto, confidenziale, mai compiaciuto. Nelle pagine finali, quasi una lettera al lettore, emerge con chiarezza la volontà di lasciare qualcosa di concreto: non regole precostituite, ma l’invito ad allenare uno sguardo più onesto e coraggioso su di sé. Il Cigno Nero è un esordio maturo, che parla a chi sta attraversando un cambiamento o sente che i vecchi schemi non funzionano più. Una lettura che non si limita a intrattenere, ma accompagna nel tempo, spingendo a mettere in discussione le proprie convinzioni e a porsi nuovi obiettivi, quotidiani e di medio termine.

  • Giuseppe Bavaro
    Rinascita in e di se stessi

    Il cigno nero non è uno di quei libri che ti limitano a raccontare una storia: è uno di quelli che ti costringono a fermarti, guardarti dentro e farti domande scomode. Paolo Scoccimarro riesce in qualcosa di raro: trasformare l’introspezione in un atto di ribellione gentile contro l’omologazione. Pagina dopo pagina, il libro invita a pensare in modo critico, a non accettare risposte preconfezionate, a scavare sotto la superficie di ciò che diamo per scontato. Qui la filosofia non è mai astratta o distante: è viva, concreta, quasi necessaria. È quella voce interiore che spesso ignoriamo, ma che quando torna a farsi sentire ci spinge a cambiare direzione. Il tema della rinascita è centrale e arriva senza retorica. Non c’è la promessa di una felicità facile, ma la consapevolezza che cadere, rompersi e rimettersi in piedi fa parte di un percorso autentico. Il cigno nero ci ricorda che essere diversi, fuori schema, non è un difetto ma una possibilità. Forse l’unica vera possibilità per vivere davvero. È un libro che non ti dice chi devi essere, ma ti incoraggia a smettere di essere ciò che non sei. E in un mondo che tende ad appiattire tutto e tutti, questo è un atto profondamente rivoluzionario. Consigliato a chi ha voglia di pensare, di mettersi in discussione e di rinascere senza chiedere il permesso.

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