Come si reprime un movimento: il caso TAV
Il movimento di opposizione alla linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione sta diventando sempre più il crocevia di questioni fondamentali per la nostra democrazia: il tipo di sviluppo, l’informazione, i processi di partecipazione alle decisioni politiche ed economiche, il rapporto tra i marginie le istituzioni centrali, il senso della dialettica tra maggioranza e minoranze, gli orientamenti della giurisdizione di fronte al conflitto politico e sociale e molto altro ancora. Per questo il Controsservatorio Val Susa ha deciso di dar vita a una collana di quaderni di controinformazione, reagendo ai silenzi e alle deformazioni della grande stampa, scritta e parlata. Il primo quaderno affronta, con analisi di esperti e materiali giudiziari inediti, il tema della repressione in atto del Movimento No TAV, compendiata ormai in oltre cento procedimenti con quasi mille imputati e imputazioni giunte a evocare i fantasmi del terrorismo. Superfluo dire che il problema va ben oltre i confini della Val Susa.
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Anno edizione:2014
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