Cqua nun ze n'essce. Saggi su Belli, Vigolo, Landolfi
Il nesso che lega i tre autori è in primo luogo di tipo fattuale: Vigolo è stato, come è ben noto, un grande e innovativo studioso e interprete del Belli; Landolfi, dal canto suo, del poeta romanesco è stato un appassionato e acuto lettore: non a caso, le due terzine del sonetto belliano La morte co la coda figurano fra le epigrafi di un suo importante libro di versi, Il tradimento, pubblicato nel 1977. Al di là di questi dati oggettivi, poi, il filo centrale che congiunge i diversi saggi è indicato nel titolo del libro, Cqua nun ze n’essce, che riprende l’incipit di quel grande sonetto. I tre scrittori sono uniti appunto dalla scoperta dell’esistenza come condizione che appare intrascendibile: una scoperta che sia in Vigolo sia in Landolfi impone un esito di rinuncia e l’approdo ad una conclusiva poetica ‘minore’ (il diarismo, lo scrivere ‘a caso' e ‘del meno’), ma che, in realtà, non esclude il nascosto perdurare della ricerca di una via d’uscita.
-
Autore:
-
Editore:
-
Collana:
-
Anno edizione:2026
Le schede prodotto sono aggiornate in conformità al Regolamento UE 988/2023. Laddove ci fossero taluni dati non disponibili per ragioni indipendenti da Feltrinelli, vi informiamo che stiamo compiendo ogni ragionevole sforzo per inserirli. Vi invitiamo a controllare periodicamente il sito www.lafeltrinelli.it per eventuali novità e aggiornamenti.
Per le vendite di prodotti da terze parti, ciascun venditore si assume la piena e diretta responsabilità per la commercializzazione del prodotto e per la sua conformità al Regolamento UE 988/2023, nonché alle normative nazionali ed europee vigenti.
Per informazioni sulla sicurezza dei prodotti, contattare productsafety@feltrinelli.it