Ci sono libri che meriterebbero più attenzione. Questo è sicuramente il caso. Il romanzo di Cisi è una rara messa su carta di onestà, realismo e a-moralismo nei confronti del Tema di ogni società: il lavoro. In queste pagine si assiste alla "cronaca" di una storia di precariato, una condizione lavorativa diffusissima, ma che, malgrado ciò, non ottiene mai la meritata attenzione all'interno del dibattito pubblico. In un paese preoccupato di stabilizzare gli stabilizzati, Cisi decide invece di raccontarci la storia di un giovane precario all'interno del settore industriale. In queste pagine l'ironia è sovrana, non ci si piange addosso e nemmeno si polemizza. L'ambiente di lavoro è lasciato parlare per quello che è: umile, rozzo, frivolo. I colleghi non sono i poli di dialoghi socratici, ma l'occasione di una fuga, a volte felice a volte fastidiosa, dalla ripetitività della mansione. Sullo sfondo una convivenza felice che affronta i problemi di tutti i giorni e un gatto a un tempo simpatico provocatorio. Questo libro non ci fa odiare il lavoro, e nemmeno ce lo fa amare. Ci mostra il suo volto normale, quello che tutti noi conosciamo, ma che preferiamo sempre dipingere in maniera tragica e svilente, lasciando da parte quelle dinamiche che invece aiutano "ad andare avanti". Certo, non troviamo qui l'amore leviano per il lavoro de "La chiave a stella"; tuttavia, alla fine chi precario è o è stato esce dalla lettura di "Cronache dalla ditta" con il sorriso.
Un giorno di ordinaria precarietà, un giovane nemmeno trentenne con diploma di ragioniere cerca lavoro nel cuore della alacre pianura Padana. Dopo il classico vagare di tre mesi in tre mesi da un posto all'altro, trova finalmente l'agognato posto fisso, il solo che consenta di affittare un appartamentino e iniziare una vita autonoma, come operaio, ovviamente non specializzato, in una piccola ditta familiare. Nello stanzone dove il protagonista compie ogni giorno gli stessi gesti fino allo sfinimento trascorrono gran parte delle loro vite anche il vecchio Gino che parla solo dialetto, la minuta Teresa da Napoli, il Bomber, il Parrucca, il Boss sempre incazzato, la Signora, cioè la madre del Boss nonché occhiuta e inflessibile contabile della ditta, e diversi altri personaggi, i cui dialoghi, nati per sottrarsi alla schiacciante ripetitività del lavoro, sono irresistibilmente comici e talvolta incredibilmente acuti nella loro assoluta semplicità il protagonista e narratore di questo romanzo, che insieme alla sua fidanzata e a un gatto sornione cerca di costruirsi una vita felice senza correre il rischio di fare il "bamboccione", riflette con un po' di amarezza e grandissimo umorismo sui compromessi a cui il lavoro oggi costringe tutta la generazione dei più giovani.
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Il cofanetto (se previsto) può presentare modeste tracce d'uso, piccole lesioni, fioriture e macchie non invasive. Sovraccoperta con modeste tracce d'uso. Può presentare piccole mancanze, leggere bruniture, rade fioriture o macchiette. Copertina con modeste tracce d'uso. Può presentare minime mancanze, qualche rada fioritura o macchietta, leggere bruniture o piccole pieghe. Dorso in buone condizioni. Può presentare un fisiologico stress da lettura, piccole mancanze e segni di cedevolezza in prossimità delle cerniere. Tagli moderatamente bruniti 9788804573661 Buono (Good) .
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Anno edizione:2008
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