Ho preso questo libro per scoprire Oscar Wilde e già dalle prime pagine sono riuscito ha comprendere la sensibilità del poeta.
De profundis
Nel 1895 Oscar Wilde, al culmine del successo mondano e letterario, fu condannato a due anni di lavori forzati per "atti osceni": alla sofferenza della reclusione si unirono la bancarotta finanziaria e la morte civile, con il divorzio e la perdita dei figli. Chiuso tra le mura del carcere di Reading, Wilde scrisse una lunga lettera a Lord Alfred Douglas, il giovane poeta aristocratico di cui era innamorato e che era stato la causa dello scandalo. È un documento unico e affascinante, pieno di sdegno eloquente e di dolore, di arte e di passione. Nonostante il testo non fosse destinato alla divulgazione, anche in queste pagine intime e private quell'arte a cui Wilde aveva consacrato tutta la sua esistenza riesce a trasformare lo sfogo in parabola, la cronaca in storia, la lettera recriminatoria di un amante deluso in un capolavoro universale.
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Autore:
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Edizione:2
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Anno edizione:2018
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Mer 11 gennaio 2025
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AlfMusirica 23 settembre 2022Straordinariamente intenso
Meditando nella monotonia della sua vita da carcerato, Wilde realizza quanto sia stata tossica la sua relazione col giovane Alfred Douglas, per gli amici Bosie. Decide allora di scrivergli questa lunga ed esauriente lettera, in cui ripercorre la loro vorticosa storia, nella speranza che Alfred riesca finalmente a vedersi dall'esterno, potendosi finalmente pentire ed evolvere. La colpa di cui Wilde lo accusa maggiormente è la superficialità. Da qui, un preziosissimo commento sulla necessità di vivere tutto nel modo più profondo e attento possibile, sull'importanza di apprendere anche gli aspetti più infausti della vita e di agire in modo sempre attento e amorevole, sul grave danno di cui sono capaci le persone non ignoranti di cultura, ma ignoranti di se stesse. Si rischia di riempire i propri vuoti con volgari divertimenti, di ferire il prossimo senza pentirsene, di spacciare l'artigianato per Arte e per, come è accaduto in questo caso, condannare un innocente alla prigionia. Anche l'azione più grave può essere compresa, se preceduta da un profondo e assennato ragionamento. I crimini compiuti per superficialità, invece, sono colpevoli doppiamente... Per l'azione e per l'assenza di riguardo. Troviamo un ritratto di Wilde nella sua forma più intima e pentita, in quello stile così carismatico e affascinante che l'ha portato alla fama, savio e perspicace, ma anche vanitoso, tormentato, illuso dalla sua infatuazione e rifugiato nelle sacre scritture. "Il vizio supremo è la superficialità, tutto ciò che si vive fino in fondo è giusto."
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Vicola 01 marzo 2022Un piccolo gioiello
Un'opera breve ma molto densa. Una lunga lettera di Wilde all'uomo che lo ha mandato in rovina, scritta con la forza e lo stile che contraddistinguono da sempre l'autore. Ne mostra un lato intimo, fragile, il lato più umano oltre a quello del grande personaggio. Molto interessante il saggio introduttivo all'edizione, che permette una buona contestualizzazione dell'opera e una maggiore comprensione.
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