Il demone di Nietzsche - Stefan Zweig - copertina
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Letteratura: Austria
Il demone di Nietzsche
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Descrizione


"Zweig entra nella vita di Nietzsche per scrivere la sua 'tragedia senza personaggi', per osservarlo nelle camere mobiliate e povere che diventano la vera dimora di colui che farà danzare Zarathustra, per controllarne la fortissima miopia (i suoi occhi 'tre quarti ciechi') o per misurare la violenza dei sonniferi, giacché in due mesi consuma cinquanta grammi di idrato di cloralio per propiziarsi la quiete del sonno. Si sofferma sui nervi, sui dolori terribili di cui soffre ('fuoco di fucileria' contro la sua carne) per quell''unica malattia che per vent'anni continua a scavare il cunicolo fin sotto la cittadella del suo spirito e lo fa poi saltare all'improvviso'. Lo osserva a tavola, nei momenti di ricreazione: 'il tè dev'essere di una determinata marca e di una particolare qualità; la carne è pericolosa; i legumi devono essere preparati in un certo modo'; insomma, a poco a poco questo 'eterno far da medico e diagnosticare assume un carattere morboso di solipsismo'. Nietzsche, 'don Giovanni della conoscenza', nel suo entusiasmo crede di godere di una 'suprema sanità', ma il suo grande spirito ha creato un''autosuggestione', si è convinto di essere sano attraverso una 'salute inventata'. Di più: Zweig coglie già allora quello che i professori capiranno con qualche decennio di ritardo, ovvero l'impossibilità di formulare un giudizio definitivo sul pensiero di Nietzsche, sui suoi fini, sul 'sistema' che non si trova." (Dalla prefazione di Armando Torno)

Dettagli

29 gennaio 2014
98 p., Brossura
Der Kampf mit dem Dämon. Nietzsche
9788876982934

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Foto di Stefan Zweig

Stefan Zweig

1881, Vienna

Nato il 28 novembre 1881 a Vienna, Zweig era figlio di un ricco industriale ebreo e per questo potè studiare con tutta libertà, seguendo i suoi gusti che lo portavano a interessarsi di letteratura, filosofia e storia.L'atmosfera cosmopolita della Vienna imperiale favorisce la sua curiosità del mondo, che si trasforma in una sorta di bulimia culturale. Come letterato esordisce con poemi in cui si percepisce l'influenza di Hofmannsthal e Rilke, di cui parla nella sua autobiografia Il mondo di ieri (Die Welt von gestern, 1942). Per Stefan Zweig "la letteratura non è la vita", ma "un mezzo di esaltazione della vita, un modo di cogliere il dramma in maniera più chiara e intelleggibile". La sua ambizione è dunque "dare alla mia esistenza l'ampiezza, la pienezza,...

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