Diamo parole al dolore. La percezione del disagio e della difficoltà nella vita quotidiana delle bambine e dei bambini - copertina
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Diamo parole al dolore. La percezione del disagio e della difficoltà nella vita quotidiana delle bambine e dei bambini
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Descrizione


Il dolore è una dimensione esistenziale che nella vita raggiunge tutti, ma i bambini sono troppo piccoli per prendere su se stessi, consapevolmente, la sofferenza e la difficoltà di vivere. L'infanzia ha troppa poca esperienza di sé e del mondo per affrontare da sola il dolore, per comprenderlo, elaborarlo, accettarlo e condividerlo, e infine farlo diventare parte della propria storia, connotata anche dalla competenza a sostenere la sofferenza. Questo libro raccoglie gli atti di un Convegno Nazionale organizzato dall'Assessorato all'Istruzione e alle Politiche per l'Infanzia, Autonomia Scolastica e Rapporti con l'Università del Comune di Modena, finalizzato all'elaborazione di una dimensione culturale e di un'azione educativa da parte delle figure che, in famiglia e nelle istituzioni, sono a contatto con il dolore dei bambini, in particolare le donne. Uno studio che indaga il tema a partire da un approccio disciplinare complesso al fine di promuovere un possibile sostegno per coloro che, a vario titolo, si occupano dei bambini aiutandoli a elaborare percorsi di accettazione positiva, di superamento e ricomposizione delle loro esperienze di vita.

Dettagli

16 ottobre 2006
240 p., Brossura
9788846476883

Valutazioni e recensioni

  • ANNA DE DOMINICIS

    Contributi di un convegno nazionale tenutosi in Emilia Romagna, dove sono molto più avanti con l'educazione dei piccoli... Sono atti rivolti a personale specializzato (educatori, medici, psicologi...) ma ci si trovano tanti spunti per parlare e far parlare del dolore. Innanzitutto si riceve il buon suggerimento di non cercare di negare le emozioni tristi dei bambini (ivi incluso il dolore). Insegnare loro che il dolore si affronta meglio se impariamo a NARRARLO, se riusciamo a trovarvi un significato, se riusciamo a farlo entrare nella storia biografia. E i bambini devono esprimere il dolore: non bisogna mai banalizzare la loro condizione di dolore con frasi del tipo "Dai, non è niente". Un libro ben fatto, ricco di ottimi spunti, anche per gli adulti che hanno qualche dolore che cova ancora nel profondo, inespresso. Lo consiglio a chiunque abbia voglia di confrontarsi con un tema che può apparire scomodo, nella nostra società in cui familiarizziamo poco con il dolore e dove si tende a iperproteggere i bambini evitando loro le esperienze spiacevoli che li aiuterebbero a crescere forti e sicuri di sé.

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