I disastri della guerra
Le tenebre che calano sulle fucilazioni del 3 maggio sono lo sfondo essenziale delle 82 acqueforti realizzate da Goya tra il 1810 e il 1820. Quella dei «Disastri», infatti, è una denuncia che certamente si radica nella tragicità delle guerre napoleoniche di primo Ottocento, ma è allo stesso tempo parte di un’elaborazione molto più intima e personale, scavo drammatico nelle sensibilità dell’animo umano che universalizza tempo e spazio. Un j’accuse che il pittore rivolge alle follie della società che precipita nel XIX secolo, alle sue bruttezze, alle sue storture, a tutte quelle bassezze rappresentate più volte con ironia feroce, con veemente scherno. «Los disastres de la guerra» abbandonano i toni del sarcasmo per far posto a un pennello simile al bisturi, che incide le carni mettendo a nudo i processi di disumanizzazione innescati certo dall’invasione francese della Spagna, dalla lotta patriottica, ma dolorosamente riferibili ai conflitti bellici di qualsiasi origine.
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Anno edizione:2023
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