Disonorare la guerra. Percorsi e proposte per una maschilità di pace
Contrastare la cultura della guerra non significa solamente opporsi all’effettivo impiego delle bombe, dei missili, alla mobilitazione ma contestare l’intero orientamento di una società verso la militarizzazione e la normalizzazione della guerra come strumento di gestione dei conflitti. Significa confliggere con l’immaginario del “future warrior”, del soldato-macchina che è al centro non solo dei film ma anche dei laboratori militari. All’idea di un corpo-arma, vogliamo opporre invece l’immagine di un corpo maschile aperto, sensibile, empatico e accogliente, e con esso l’idea di un maschile accudente, capace di prendersi cura dei bambini, dei malati, degli anziani, come di piante, animali, contesti viventi. L’obiezione di coscienza che ci riproponiamo dunque non è solo alla leva militare ma alla militarizzazione dell’uomo, della società, del pianeta.
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Anno edizione:2026
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