Dove tornano le api
Dopo i Fiori hanno sempre ragione e Le margherite sanno aspettare, Roberta Schira torna da lettori e librai con un romanzo delicato e potente. In un mondo che impone velocità e fretta, la natura insegna un'altra lingua: quella dell'attesa, dell'equilibrio, della trasformazione. Perché imparare ad accogliere anche le ferite più profonde è il solo modo di sentirsi, finalmente, a casa dentro sé stessi.
«Nei romanzi di Roberta Schira il potere della cura scaturisce anche da sorgenti inattese.» - Roberta Scorranese, Corriere della Sera
«I romanzi di Roberta Schira parlano del senso della vita.» - Stefania Carlevaro, Donna Moderna
Esther, trent'anni, ha tutto ciò che si possa desiderare. A capo di un impero immobiliare, è indipendente, ricca, desiderata. Eppure nasconde un piccolo, curioso segreto: conserva una scatola piena di bottoni rubati. Quei minuscoli oggetti sono la memoria degli errori e delle perdite che non ha superato: il padre che se n'è andato troppo presto, la madre che non ha mai avuto una parola dolce per lei, Marcello che la riempiva di attenzioni ma le tarpava le ali. Dopo aver scoperto una terribile verità che riapre vecchie ferite, Esther si rifugia in un casolare in Valtellina. Lì, la vita si muove lenta e la natura mostra come rifiorire a ogni primavera. E grazie all'incontro speciale con un apicultore, Esther scopre che le api non insegnano: fanno. E, a guardarle fare, qualcosa dentro di lei comincia a cambiare. Quasi senza accorgersene, comincia a costruire la Casa delle Donne Api, per prendersi cura di altre donne ferite. Accanto a lei c'è Céleste, la governante-filosofa che l'ha cresciuta, e arrivano a una a una le donne della Casa: ognuna porta una ferita, ognuna trova un posto. Nessuna domanda la prima notte. Poco alla volta, Esther imparerà a prendersi cura di sé stessa, accettando i propri limiti e i propri difetti, senza volersi diversa. E scoprirà che la cosa più importante è sapere di poter sempre ritrovare casa, perché «casa» non è un luogo, ma le persone che scegliamo di amare. Gliel'hanno suggerito le api, che sanno sempre dove tornare. Dopo i "Fiori hanno sempre ragione" e "Le margherite sanno aspettare", Roberta Schira torna da lettori e librai con un romanzo delicato e potente. In un mondo che impone velocità e fretta, la natura insegna un'altra lingua: quella dell'attesa, dell'equilibrio, della trasformazione. Perché imparare ad accogliere anche le ferite più profonde è il solo modo di sentirsi, finalmente, a casa dentro sé stessi.
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Anno edizione:2026
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