Due scheletri
In "Due scheletri" (1888), un ritorno nei vicoli natii di Cosenza conduce l’autore dentro l’ossario del convento di San Francesco d’Assisi. Tra mucchi di ossa e leggende popolari, emergono due scheletri intatti: un brigante e una monaca fuggita per amore. Una vicenda di passione sacrilega, delitto e dannazione eterna si dipana in un’atmosfera di macabro romanticismo. In "Visioni d’assenzio", un pittore tormentato dall’abbandono della donna amata si rifugia nel liquore verde. L’allucinazione prende forma: il volto e il corpo di lei riaffiorano dalla nuvola opalina del bicchiere, lo avvolgono di carezze di fuoco, lo inseguono in ogni angolo della stanza, fino al confine tra estasi e delirio. Un’intensa pagina decadentista sul potere distruttivo del ricordo e dell’ebrezza, dove l’arte e l’amore si consumano in un’unica fiamma. Due perle sconosciute della letteratura calabrese di fine Ottocento, che uniscono il brivido gotico alla malinconia sensuale, la leggenda popolare alla discesa negli abissi della psiche.
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Anno edizione:2026
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