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Le due teste del tiranno. Metodi matematici per la libertà
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Le due teste del tiranno. Metodi matematici per la libertà - Marco Malvaldi - copertina
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Descrizione


Oracoli, elezioni, codici segreti e code di cavallo. Un viaggio nella scienza che più di tutte ci fa capire come stanno le cose.

«In matematica si gioca solo a carte scoperte. Le sue regole valgono per tutti. Per questo è rivoluzionaria»

La matematica è rivoluzionaria. Attinge alla dimensione della libertà umana per creare mondi diversi e opposti, negando un codice già affermato per strutturarne liberamente un altro. Affermazioni matematiche all’apparenza inutili o sbagliate preannunciano quasi sempre vere e proprie rivoluzioni del pensiero. Il teorema di Bayes, per esempio, da puro gioco intellettuale è diventato un pilastro della diagnostica medica, della scienza forense, delle neuroscienze e nelle ricerche sull’intelligenza artificiale. In un viaggio che dai filosofi greci ci conduce alla Ultimate Machine di Claude Shannon, l’autore ci mostra che la matematica è rivoluzionaria anche in un modo più profondo: ci mette in grado di capire il mondo e di partecipare alla costruzione della società; di sconfiggere il tiranno: quello vero, ma soprattutto quello generato dal nostro stesso pensiero. Tutti possiamo intervenire, decidere se un ragionamento è corretto o meno, e tutti possiamo accedere agli assiomi iniziali e alle regole usate per svilupparli. Nel mondo fantastico dei numeri e dei teoremi non ci sono limiti all’immaginazione e in questo esercizio di fantasia siamo tutti liberi e tutti uguali. Non c’è nulla di controverso. “Sire”, spiegò ad Alessandro Magno il suo precettore Menecmo, “in geografia esistono strade per i re e strade per il popolo, ma in geometria c’è un’unica strada per tutti.”
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Dettagli

2017
13 aprile 2017
256 p., ill. , Rilegato
9788817093705
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Indice

Questo libro è nato da un momento di rabbia. Nel 2012 un gruppo di fisici inglesi ha definito una quantità nota come il «numero di Rapunzel». Se qualcuno di voi notasse una curiosa assonanza con il mondo delle favole, avrebbe ragione. In italiano, Rapunzel non è altro che Raperonzolo, la dolce fanciulla dai capelli dorati talmente lunghi da consentire al principe di turno di arrampicarvisi per entrare nelle sue segrete. Il lavoro dei fisici inglesi, infatti, risolveva l'annosa questione che tormentava un po' noi tutti: che forma ha una coda di cavallo? O, per essere più specifici: a seconda del tipo di capelli che ho, posso prevedere teoricamente se la mia coda cadrà dritta o a scopettone? Nel loro articolo, gli eruditi accademici britannici sviluppano un'equazione che predice lo sviluppo di qualsiasi forma possa sortire dall'elastico che ci lega i capelli dietro la nuca, e che può essere facilmente risolta grazie, appunto, al numero di Rapunzel: il rapporto tra lo spessore del capello9 e il raggio di curvatura medio.

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In un'epoca in cui impera la "post-verità", in cui si dà maggiore importanza alle proprie opinioni rispetto ai fatti oggettivi e in cui l'obiettività del reale cede il passo ai convincimenti (spesso erronei) di ognuno, un richiamo garbato e ironico a tornare al saldo ancoraggio della logica galileiana è quanto mai necessario. Questo libro contiene proprio un richiamo del genere, ad opera di un autore che tutti conosciamo come scrittore di gialli di successo (soprattutto "I delitti del Bar Lume"), ma che possiede anche una solida preparazione scientifica e quindi è in grado di guidare il lettore verso approfondimenti tutt'altro che banali, per giunta con il tono "leggero" e divertente che lo contraddistingue. Il punto di partenza è l'irritazione che l'autore non nasconde nei confronti di chi ritiene di ergersi a "super-esperto" tuttologo di ogni cosa e posta furiosamente su internet sentenze su ogni argomento dello scibile umano, quasi sempre dimostrando di non capirci niente. Purtroppo spesso costui non viene bollato come un ignorante pallone gonfiato e relegato nel dimenticatoio, come sarebbe logico, ma anzi riscuote simpatie e apprezzamenti da gente altrettanto ignorante e pronta a rievocare deliranti dietrologie e tesi complottiste demo-pluto-giudaico-massoniche di fascistissima memoria. Purtroppo questi marchiani errori concettuali trovano vasta eco grazie alla cassa di risonanza che è internet e l'unico modo di porvi rimedio, a parere dell'autore, è dimostrare in modo pacato ma fermo quanto siano false tante opinioni e quanto siano vere tante asserzioni scientifiche. Perché la scienza ha grandissimi pregi: è democratica nel senso che chiunque può capirla a patto di studiarla; è trasparente perché esibisce con chiarezza i suoi metodi, i suoi scopi e i suoi risultati; è imparziale perché non favorisce a priori le tesi di nessuno e cerca solo riscontri conformi alla logica matematica. Secondo l'autore, quindi, gli uomini hanno a disposizione un linguaggio meraviglioso, la matematica appunto, con la quale costruire la scienza, i cui risultati non sono mai "inutili" ma sempre importanti per l'uomo perché fondati su criteri di verità. Anche le scoperte scientifiche più bizzarre e all'apparezza più strane, in fondo aprono orizzonti nuovi e contribuiscono sempre e comunque al progresso della conoscenza. Ed eccoci tornati al punto iniziale: questa è conoscenza, quella che proviene dalla rigorosa ricerca scientifica. Tutto il resto sono chiacchiere. Lasciamo perdere le "fake-news" e le "post-verità" e torniamo a ragionare con il cervello. Abbiamo gli strumenti e le abilità per farlo.

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Marco Malvaldi

1974, Pisa

Marco Malvaldi, laureato in chimica presso l'Università di Pisa, ha provato a fare il cantante lirico, ma ha abbandonato dopo poco per tornare alla professione di chimico. Esordisce nella narrativa nel 2007 con la serie dei vecchietti del BarLume, pubblicata da Sellerio: La briscola in cinque (2007), Il gioco delle tre carte (2008), Il re dei giochi (2010), La carta più alta (2012), Il telefono senza fili (2014); La battaglia navale (2016), A bocce ferme (2018). Da questa serie a partire dal 2013 è stata tratta una serie televisiva dal titolo I delitti del BarLume. Ha pubblicato anche Odore di chiuso (Sellerio, 2011, Premio Castiglioncello e Isola d’Elba-Raffaello Brignetti), giallo a sfondo storico, Milioni...

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