Un opera intelligente e convolgente, che richiama un poera magistrale come “1984” di G. Orwell ed altri due capolavori della cinematografia: “Matrix” e “Il tredicesimo piano. Un opera che coinvolge sin dalla prime battute. Anno 2150. Il mondo non è più quello che conosciamo: i continenti sono divisi in Gestori affidati a dinastie secolari che, con l’ausilio di nuove tecnologie farmaceutiche e tecniche di manipolazione subliminale, hanno cancellato la Storia e l’autodeterminazione dalle menti di un’umanità ormai inconsapevolmente soggiogata. I popoli, incatenati a una realtà artificiale, vivono alla mercé di poche spietate famiglie e non attendono quel vento di rivoluzione che pur inizia a fischiare. Leggendo questo libro, ci si sente un po’ come Alice che ruzzola nella terra del Bianconiglio, e credetemi l’esempio è davvero calzante. “L’era ac/caduta” mostra un universo distopico in cui le anime possono ancora incontrarsi, sfidando il tempo e lo spazio, il controllo delle menti e l’ordine precostituito. Lucas si libera dalle catene dalle quali era avviluppato e termina la propria esistenza come schiavo di coloro che avevano creato un mondo artificiale: apre gli occhi. Infatti, quel che fino ad allora aveva visto, non erano altro che immagini percepite dal suo intelletto, immagini di un mondo alterato dai continui farmaci resi obbligatori da un intera classe di elite farmaceutita e non dai suoi occhi. La Storia e la Verità possono trionfare su una civiltà precipitata nel fango dell’oppressione? Lucas è un uomo imbevuto di eroismo e, in quanto tale, non può sentire come estraneo tutto ciò che è umano ( Homo sum: nihil humani alienum mihi puto aveva già detto Terenzio secoli addietro), come la disgrazia e la servitù in cui è ridotta dell'umanità. E sotto questo profilo si possono cogliere anche agganci con la filosofia di Marx: per l'uomo l'essenza suprema é non già Dio, ma l'uomo stesso e infatti il fine della missione dell'intrepido Lucas é proprio la liberazione del genere umano, non la venerazione di un presunto Dio; ed egli lotta per ridare la libertà a tutto il genere umano, non a presunte "razze" superiori, come spesso si è voluto erroneamente credere che il superuomo nietzscheano fosse tenuto a fare. Lucas sembra poi essere un personaggio nietzscheano al pari di Zarathustra per le caratteristiche del superuomo che egli incarna: consapevole della propria superiorità, egli si realizza pienamente nella guerra condotta contro le caste che governano; cosciente della catastrofica situazione e della fasullità del mondo, egli non risolve la propria volontà in un 'no' alla vita, ma in una piena accettazione degli eventi ( amor fati ), facendo prevalere ed estrinsecando la propria infinita volontà di potenza. “Lucas aprì gli occhi e si alzò di scatto, sedendosi sul letto. Affannato e sudato guardò l’ora: le sei e cinquantacinque del mattino” (cit.) “In quella corte avevano regnato incontrastate dinastie perpetuatesi nei secoli con la menzogna e col sangue. Dinastie che azzannavano ancora, pezzo dopo pezzo, ciò che restava di un’umanità manipolata, costruita su misura per soddisfare l’avidità di famiglie mai sazie e mai punite”. (cit.) “L’era ac/caduta” può anche essere letto come la trascrizione del dubbio cartesiano. Per Cartesio di tutto posso e devo dubitare: dei miei sensi che spesso mi ingannano, dell'esistenza del mondo esterno, della distinzione tra sogno e realtà, ed anche delle presunte verità matematiche. Chi mi assicura che ciò che vedo esista, oltre che nella mia testa come idea, anche nella realtà? Così come i sensi mi ingannano quando il remo immerso in acqua mi appare spezzato per un inganno ottico, chi non mi dice che essi non mi dicano mai la verità? Ma, per voler portare il dubbio all'esasperazione, chi mi assicura che 2 più 2 faccia 4? Magari sono stato creato da un dio maligno, che si diverte a ingannarmi, mi fa credere che 2 più 2 faccia 4, mentre invece fa 5... E se fossi stato creato da un genio maligno, il quale impiega tutta la sua onnipotenza per farsi beffe di me, la realtà che mi circonda potrebbe benissimo non esistere fuori dalla mia testa: si potrebbe solo trattare di una sfilza di immagini virtuali inviate al mio cervello dal genio maligno (e così é in “L’era ac/caduta”). L'unica cosa che si salva dal dubbio è la mia esistenza come essere pensante: dubito di tutte le cose appena elencate, quindi ci deve essere qualcosa che dubita: ciò che dubita deve per forza esistere. Solo di qui posso cominciare a costruire un sapere certo, saldo e inconfutabile. Ero partito titubante nella lettura di questa opera, ma, mi sono dovuto ricredere mano a mano che la leggevo, un opera che nel suo interno racchiude anche una celata velatura esoterica. Complimenti all’autore, un opera sicuramente dal leggere. …a Miriam con infinito amore…vito ditaranto
L'era ac/caduta
2150. Il mondo non è più quello che conosciamo: i continenti sono divisi in gestori affidati a dinastie secolari che, con l'ausilio di nuove tecnologie farmaceutiche e tecniche di manipolazione subliminale, hanno cancellato la storia e l'autodeterminazione dalle menti di un'umanità ormai inconsapevolmente soggiogata. I popoli, incatenati a una realtà artificiale, vivono alla mercé di poche spietate famiglie e non attendono quel vento di rivoluzione che pur inizia a fischiare. Cosa lega il rampollo idealista Lucas Indigo, l'orfano squinternato Theodore e la bellissima e caparbia prostituta Beatriz al generale sannita Gaio Ponzio? "L'era ac/caduta" mostra un universo distopico in cui le anime possono ancora incontrarsi, sfidando il tempo e lo spazio, il controllo delle menti e l'ordine precostituito. La storia e la verità possono trionfare su una civiltà precipitata nel fango dell'oppressione?
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Anno edizione:2016
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