Le immagini riflesse nell’acqua o sferiche, l’ibrido tra possibile e impossibile in cui sono presenti oggetti regolari insieme a oggetti fortemente deformati da complesse prospettive, la relatività espressa nel punto prospettico che assume contemporaneamente diverse funzioni, i disegni che giocano con le due dimensioni delle coperture e con le tre dimensioni illusorie dei disegni in prospettiva incrociandole e mescolandole in modo spesso sorprendente, gli edifici impossibili fatti di scale senza fine e omuncoli intenti in fatiche da sisifo. Questo e altro ancora è Escher. Un viaggio affascinante nel mondo escheriano in cui tutte le regole fisiche e prospettiche sono sovvertite a favore di nuovi modi di osservazione della realtà, di produzioni di immagini interne a cui l’artista si era avvicinato “per necessità”. Le opere dell’artista olandese non si legano ad un particolare contesto sociale né sembrano rispondere a urgenze politiche, eppure le sue immagini “artigianali” sono dei paradossi grafici, dei giochi divertenti che hanno come obiettivo la messa in discussione della nostra percezione delle cose. Non è forse questa l’arte?
Escher. Ediz. illustrata
Costruzioni impossibili, esplorazioni infinite, giochi di specchi, motivi e geometrie interconnesse: il meraviglioso mondo dell'artista che più di ogni altro trasforma l'ambiguità visiva in ambiguità di significato, che seduce e incanta con disegni e litografie che col passare del tempo sono entrate nell'immaginario quotidiano e collettivo e che hanno visto gli impieghi più disparati - dalle copertine di celebri long playing (i 33 giri) incisi da grandi band della musica pop, a scatole da regalo, francobolli, biglietti d'auguri e piastrelle. Escher è ovunque. Pubblicata in edizione ampliata in occasione della terza tappa dell'esposizione dedicata a Maurits Cornelis Escher, la monografia presenta circa 150 opere dell'artista visionario che ha fatto dei giochi prospettici e dell'ambiguità visiva i suoi punti di forza, esercitando un'influenza incredibile sul mondo della grafica e della pubblicità. Quello che affascinava Escher era il limite del visibile, il paradosso del piano dove il vuoto finiva per divenire pieno e viceversa. Per questo, la sua attenzione, anche attraverso la cristallografia, si appuntò sui cosiddetti "oggetti impossibili", come il cubo di Necker, nel quale mai si capisce quale sia la faccia che sta avanti e quella che sta dietro.
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Anno edizione:2015
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