... da piccolo (sono un cinquantenne) ho amato Salgari e la saga dei pirati di Mompracem, perdendomi nelle descrizioni di paesi e popoli lontani. Diventando adolescente, la magia dell'esotico e dell'avventura si è dissolta ma è rimasta la voglia di stare dalla parte degli ideali universali dell'umanità contro gli imperialisti/imperialismi. Questo libro mi ha riportato indietro e contemporaneamente all'oggi, permettendomi di guardare la nostra civiltà non solo con gli occhi degli Altri ma ritorcendo il nostro stesso concetto di libertà. La mia libertà finisce dove quella degli Altri non inizia.
Il fiume dell'oppio
È il settembre del 1838 quando una terribile burrasca si abbatte sulla Ibis, la goletta a due alberi in viaggio verso Mauritius con il suo carico di "coolie", di "delinquenti". Come un uccello mitologico in balia del vento, con il bompresso come un grande becco e le vele come due enormi ali spiegate, la Ibis resiste miracolosamente alla furia dell'uragano. Nel fracasso della tempesta, tuttavia, tra lampi, tuoni e marosi, una scialuppa si allontana lestamente dalla goletta. È una barca di fuggitivi e a bordo reca due lascari, i leggendari marinai che parlano una lingua tutta loro, e tre coolie che dovrebbero scontare la loro pena a Mauritius: Kalua l'ex lottatore strappato ai campi di papaveri indiani, Ah Fatt, il figlio di un ricco mercante di Bombay e di una donna cinese, Neel, il raja di Raskhali che ha sperperato la sua ricchezza, indebitandosi con i mercanti inglesi e finendo galeotto nella stiva della nave inglese. Qualche giorno dopo attracca a Mauritius un brigantino anch'esso male in arnese dopo una traversata segnata da disgrazie e tragedia: il Redruth di Fitcher Penrose, il cacciatore di piante. A Port Louis, però, Fitcher ha di che rallegrarsi. Nel porto di Mauritius fa, infatti, bella mostra di sé uno dei più venerati orti botanici del mondo in cui hanno prestato la loro opera lo scopritore della buganvillea e quello del pepe nero. Secondo volume della trilogia della Ibis.
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Il fiume dell'oppio
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Anno edizione:2015
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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PAOLA DEL BALZO 26 luglio 2016
meraviglioso libro,un testo molto interessante dal punto di vista storico,descritto in maniera molto semplice e ricca di immagini,l'intreccio tra il commercio dell'oppio e la ricerca di piante botaniche tra l'Inghilterra e la Cina si alternano in una visione affascinante,i personaggi indimenticabili con le proprie debolezze in una Canton antica che oggi non esiste più.
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