Futurismo dada. Da Marinetti a Tzara. Mantova e l'Europa nel segno dell'avanguardia. Catalogo della mostra (Mantova, 13 dicembre 2009-28 febbraio 2010). Ediz. illustrata
L'8 febbraio 1909, in anticipo di qualche giorno rispetto alla sua pubblicazione ufficiale su "Le Figaro" (20 febbraio), appare sulla "Gazzetta di Mantova" il primo manifesto del futurismo, firmato da Filippo Tommaso Marinetti. A partire da quella data il movimento futurista si afferma prepotentemente sulla ribalta internazionale della cultura e dell'attualità, con le sue proposte di rinnovamento totale nell'ambito della letteratura, della musica, del teatro, della grafica, di ogni campo del pensiero e del vivere. Anche la città di Mantova viene investita dal ciclone futurista, con serate, conferenze, mostre e la costituzione, nel 1916, di un gruppo futurista del quale fanno parte Gino Cantarelli, Giovanni Cenna, Emiliano Diobelli, Aldo Fiozzi, Otello Rebecchi e Mino Somenzi. Tra le loro esperienze collettive e individuali, grande peso ha il rapporto di scambio e confronto con il gruppo dada, al quale li accomuna la predilezione per l'uso della parola, della poesia e del segno come principale forma espressiva. Numerose, del resto, sin dalla fondazione di dada nel 1916 a Zurigo, sono le tangenze tra le ricerche futuriste e quelle dadaiste.
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Anno edizione:2010
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