sicuramente uno di quei libri che non si può che amare.
Il giocatore
Quella che Dostoevskij tratteggia nel \Giocatore è una vera e propria radiografia letteraria del vizio del gioco, un'istantanea dei modi in cui il demone dell'azzardo può possedere uomini e donne di età ed estrazione sociale diversa. Un'istantanea così vivida da spingere Sergej Prokofiev a trasformarla in un'opera omonima, caposaldo della lirica novecentesca. Nella fittizia cittadina tedesca di Roulettenburg va in scena, attorno a un totem fatto di fiches e casinò, un vero e proprio carosello di figure, dal giovane precettore Aleksej al vecchio generale, dall'anziana, ricchissima nonnina al cialtronesco marchese des Grieux, dalla graziosa Polina alla misteriosa mademoiselle Blanche. Succede di tutto, eppure nulla cambia e chi, come Aleksej, è posseduto dal gioco potrà guarire e redimersi, sì, ma solo da domani.
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Anno edizione:2026
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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BJ 08 settembre 2026Capolavoro
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marti 07 settembre 2026Top
Dostoevskij non ne ha sbagliata una
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DANIELA 02 settembre 2026L’ultima moneta: viaggio nell’abisso della dipendenza
Questo romanzo si rivela un'opera capace di appassionare il lettore capitolo dopo capitolo, trascinandolo in una discesa lucida e implacabile dentro i meccanismi della dipendenza. Il fulcro narrativo e il comun denominatore di ogni pagina è il gioco d'azzardo, in particolare la roulette. L'autore riesce a costruire un affresco corale in cui tutti i personaggi sono inevitabilmente dominati dal demone del gioco: alcuni vi partecipano in prima persona come attori attivi, mentre altri subiscono passivamente e dolorosamente le drammatiche conseguenze di questa ossessione. Uno degli aspetti più forti e meritevoli di riflessione che emergono dalla lettura è la radicale trasformazione dell'individuo. Nel mondo descritto dal libro, il giocatore perde ogni istinto primario: non avverte più fame, sete o bisogni fisici. L'unica pulsione rimasta è quella di puntare, anche l'ultima moneta rimasta, con l'unico vero scopo di voler vincere. L'esistenza stessa viene spogliata di tutto ciò che la rende umana: nessun sentimento, nessun ricordo a legare il presente al passato, nessuna ambizione. Di grande impatto psicologico è la rappresentazione dell'autoinganno. Il giocatore ripete costantemente a se stesso la classica promessa: "Domani smetterò, questa sarà la mia ultima partita". Il romanzo mostra con crudo realismo come quel "domani" sia una linea d'ombra continuamente spostata in avanti. E quando quel domani tanto agognato finalmente arriva, la scena si ripete identica e spietata: il giocatore è sempre lì, seduto imperterrito sullo sgabello della roulette, incatenato alla sua stessa illusione. Un libro che non si limita a raccontare una storia, ma scuote la coscienza costringendoci a riflettere sulla voracità di una dipendenza capace di azzerare l'essere umano.
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