La giustizia e il caso Riace
Ci sono voluti sette anni perché il processo contro Riace e il suo sindaco, Mimmo Lucano, si concludesse, ponendo fine a una vicenda giudiziaria che ha segnato profondamente la comunità coinvolta. Con la sentenza della Corte di Cassazione, che ha confermato l’assoluzione pronunciata dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria e riconosciuto l’intento di costruire nel comune calabrese un’economia della speranza, si può finalmente ragionare sull’intero procedimento: sulle sue motivazioni, sul suo andamento e sull’attenzione mediatica che lo ha accompagnato. In primo grado, il Tribunale di Locri aveva inflitto condanne molto pesanti, configurando l’esperienza di Riace come un’associazione a delinquere. Una decisione che si inseriva in un più ampio clima di criminalizzazione della solidarietà e che colpiva un modello di accoglienza osservato, in Italia e all’estero, come una possibile risposta alle tensioni tra integrazione e fragilità sociali. Ora che la verità è stata ristabilita, è necessario ricostruire le ragioni del discredito che ha investito l’esperienza politica e umana di Riace: per restituire dignità a una comunità ferita e per comprendere che cosa produce, in una democrazia, un processo dalla evidente dimensione politica.
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Anno edizione:2026
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