Goodbye Logo è un libro che dovrebbe essere letto nelle scuole. Non tanto per le sue qualità letterarie – per quanto la prosa di Boorman si lasci leggere con una certa gradevolezza. Ma perché descrive qualcosa che è molto più di una mera esperienza individuale. L'autore racconta, con candida onestà, la propria esperienza di redenzione, in un viaggio che lo porterà da un vissuto fatto di shopping sfrenato e dipendenza quasi fisica dai brand, a un presente libero dall'ossessione dei loghi. Ma per farlo avrà bisogno di un vero e proprio fuoco purificatore, una sorta di falò della vanità in salsa moderna. Pur non arrivando a considerare il vissuto dell'autore in un'ottica assolutizzante, è indubbio che cimentarsi nel compito di gestire il rapporto con la pubblicità pervasiva e le marche onnipresenti che caratterizzano la nostra vita di inizio millennio sia, al giorno d'oggi, la sfida più maledettamente difficile di ogni singolo essere umano che viva in Occidente.
Goodbye logo. Come mi sono liberati dall'ossessione dei marchi
In una società cosi dominata dalle griffe come quella attuale, è possibile vivere completamente senza marchi? Neil Boorman, giornalista, esperto di musica e stile, si è posto questa domanda all'inizio della settimana della moda londinese dell'inverno 2006, quando ha deciso di dar fuoco a tutti i suoi oggetti griffati, per riscattare una vita condotta fino ad allora in totale dipendenza dai marchi. Tutto iniziò quando Neil aveva dodici anni e convinse i suoi genitori a comprargli un paio di scarpe da ginnastica firmate, quelle che andavano di moda tra i ragazzini popolari nella scuola. Da allora è stato tutto un rincorrere la T-shirt firmata, il tipo di computer più "in", perfino il caffè che Neil serviva ai suoi ospiti doveva essere di una certa marca: tutto allo scopo di dare di sé l'immagine di un individuo di successo. In questa marea di griffe, Neil a un certo punto ha avuto la sensazione di aver completamente perso il senso della sua vera identità. Da qui la decisione del falò e di aprire un blog, per studiare il potere delle marche sui sentimenti e sull'autostima dei consumatori. Il suo proposito, come racconta in questo libro figlio delle ceneri di quel falò, è dimostrare ai "marchiodipendenti" come lui che si può vivere felici senza investire tutto nel comprare e nel possedere oggetti firmati.
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Titolo: Goodbyle Logo Autore: Neil Boorman Editore: Guanda Anno: 2008 Più che buone, abrasioni e macchie sul volume
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Anno edizione:2008
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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NICOLA BAZZINI 08 maggio 2008
Un ottimo libro, scritto in modo piacevole e scorrevole, che parla del rapporto individuo-marche con richiami pratici e scientifici, oltre che di vissuti personali dell'autore. Uno spunto di riflessione anche per gli "addetti ai lavori".
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