La grande sospensione
La fine della democrazia non è mai improvvisa: avanza attraverso emergenze permanenti che sospendono diritti e trasformano l'eccezione in regola, come avevano intuito Walter Benjamin e Giorgio Agamben. Oggi, tra social media e IA, il processo si ripete: sicurezza, confini, guerre e delegittimazione dell'Europa diventano strumenti per concentrare il potere e svuotare le istituzioni. Il dissenso si restringe, l'informazione si manipola, mentre – ricordava Hannah Arendt – l'erosione della fiducia apre la via all'arbitrio. Non è responsabilità di una sola leadership, ma di una lunga crisi politica e culturale. La grande sospensione è un invito a guardare oltre le "piccole cose" e a riconoscere i segnali di un cambiamento profondo. Perché la democrazia non è uno stato naturale: è una pratica fragile, quotidiana, che richiede cittadine e cittadini capaci di riprendersi spazi di azione politica, dentro e fuori dai partiti. senza questo impegno, ciò che oggi appare marginale rischia di diventare irreversibile.
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Anno edizione:2026
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