Libro letto in mezza giornata, quasi tutto d'un fiato. Ero sul treno con loro, ho provato le loro emozioni. Matteo non delude mai, anzi, riesce a superare ogni altissima aspettativa.
La luce degli incendi a dicembre
«Sorseggiarono il caffè, l’uno davanti all’altra, fra le macerie della vita passata di lui e i frammenti di quella presente di lei, agitati da una dolce eccitazione per quel supplemento di vita cui sentivano di avere diritto, da una feroce nostalgia per una vita che non c’era mai stata».
Questa è la storia vera di un amore possibile. O forse è la storia possibile di un amore vero.
Margherita e Marcello si conoscono su un treno. Lei sta scappando dalla sua famiglia, lui vi sta facendo ritorno. Seduti l’una di fronte all’altro, su un vagone affollato, tra bambini che giocano e anziani che hanno voglia di chiacchierare, i due si prendono le misure. All’inizio sono cauti; poi, quasi senza accorgersene, si ritrovano a confidarsi. Parlano di rapporti di coppia, di figli, di sogni e fragilità, di promesse mantenute oppure dimenticate. Come in un film d’autore, nell’intimità di un’inquadratura fissa, Matteo Bussola mette in scena un dialogo a cuore aperto tra una donna che ha uno sguardo schietto e disilluso e un uomo che non smette di credere negli altri. Due persone dalle esistenze apparentemente ordinarie, familiari al punto che ci sembrano le nostre. E che, nella realtà parallela del viaggio, scoprono una parte inedita, inconfessabile, di sé. Un incendio fuori stagione che forse neppure il destino riuscirà a spegnere.
Come sarebbe Prima dell’alba se i protagonisti, anziché una ragazza e un ragazzo, fossero due adulti che si sentono traditi dal mondo? Sarebbe La luce degli incendi a dicembre. La storia di uno di quegli inattesi spiragli con cui la vita ci ricorda che siamo ancora in tempo.
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Anno edizione:2025
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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katiasc 01 dicembre 2025Meraviglioso
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marghi 27 novembre 2025una coccola sotto le coperte
libro consigliattismo! Matteo Bussola ha il dono di darti storie brevi ma di impatto che ti colpiscono nella profondità del tuo animo. Ti risvegliano. Riesce a creare personaggi ben costruiti e sempre intriganti in meno di 20 pagine. Un viaggio in treno di 8-9 ore che si trasforma in un intervista e molto di più tra confidenze, telefonate, domande sulla vita e sull'amore, sulla fragilità delle persone a noi care e su quella ribellione che sotto sotto sentiamo ogni giorno e che ci spinge a cambiare e rivoluzionare il nostro essere e esistere. È stata una vera coccola, l'ho letto in un'oretta e mi ha lasciato in bocca un retrogusto amaro e dolce insieme.
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Sandra 26 novembre 2025**Una storia che risveglia ricordi preziosi**
Iniziato e finito in un giorno solo, perché quando un libro ti prende così, non riesci a lasciarlo. Matteo Bussola ha il dono raro di raccontare le emozioni con una delicatezza che ti entra dentro piano, senza forzature. Leggere questo libro è stato come ritrovare un ricordo che credevo sepolto: anch’io ho vissuto un incontro in treno, uno di quelli che ti cambiano qualcosa dentro. Milano-Pesaro io, Milano-Lecce lui. Sono passati almeno 24 anni, eppure ricordo ogni parola di quella conversazione, il treno stranamente puntuale (entrambi volevamo fermare il tempo), quel bacio che sapeva di promessa impossibile. Le lettere che ci siamo scritti per un po’, prima che la vita ci portasse lontano. Non l’ho mai raccontata a nessuno, questa storia. È qualcosa di talmente bello, delicato e forte che ho sempre temuto che raccontarla potesse rovinarla. Ma leggendo queste pagine mi sono sentita compresa, come se Bussola avesse dato voce a qualcosa che non sapevo come esprimere. È un libro che parla di incontri, di attimi sospesi, di ciò che resta quando le persone si allontanano. Lo stile è quello che conosciamo: sincero, poetico, capace di trovare bellezza nelle piccole cose. Un regalo inaspettato per chiunque creda ancora nella magia degli incontri casuali. La versione cartacea (con le cartoline di Bussola sono una collezione che custodisco dalla prima) Grazie, Matteo, per avermi fatto questo regalo.
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