Ma che caldo fa! Come i romani cercavano (e cercano) il fresco
«Bisogna provvedere che il luogo non soffra da mezzogiorno», scriveva Vitruvio nel De architectura in merito alla costruzione dei teatri. Dalla comodità degli spettatori – o quantomeno non scomodità – dipendeva in parte anche il successo dello spettacolo, quale che fosse. Attenzione al sole cocente, dunque, e al caldo che strema. Per controllare l’afa, i romani si affidavano all’ingegneria: il velarium, copertura per anfiteatri e teatri, era uno degli strumenti utilizzati per difendere gli spettatori dalla canicola. Il problema del caldo a Roma era – ed è – molto sentito. Anticamente si ricorreva a coperture, appunto, e fondamentale era anche la scelta dell’orario. Alcuni degli appuntamenti più attesi dai romani si tenevano solo al mattino e non si spingevano mai oltre mezzogiorno. Nei secoli, poi, sono state adottate tante altre misure, dal ventaglio al parasole, dai barconi lungo il Tevere, dove i romani andavano ad abbronzarsi e soprattutto a farsi vedere, fino a nasoni, gelati, grattachecca e molto altro per trovare delle “pause” rinfrescanti. Poi, il rito del riposo nelle ore più calde, sorta di “siesta” ante litteram, e tanto ancora, tra soluzioni di ieri e rimedi di oggi. Il primo studio sui modi utilizzati dai romani per difendersi dall’afa e godersi comunque la città.
-
Autore:
-
Editore:
-
Collana:
-
Anno edizione:2026
Le schede prodotto sono aggiornate in conformità al Regolamento UE 988/2023. Laddove ci fossero taluni dati non disponibili per ragioni indipendenti da Feltrinelli, vi informiamo che stiamo compiendo ogni ragionevole sforzo per inserirli. Vi invitiamo a controllare periodicamente il sito www.lafeltrinelli.it per eventuali novità e aggiornamenti.
Per le vendite di prodotti da terze parti, ciascun venditore si assume la piena e diretta responsabilità per la commercializzazione del prodotto e per la sua conformità al Regolamento UE 988/2023, nonché alle normative nazionali ed europee vigenti.
Per informazioni sulla sicurezza dei prodotti, contattare productsafety@feltrinelli.it